Free planine non si arrende, nuova interrogazione all’Ue per la variante

Nel Consiglio comunale del 29 aprile, l’ultimo dell’attuale legislatura, è tornato d’attualità, a Stregna, il destino dei prati stabili del territorio. Non si ferma infatti la campagna del Movimento FreePlanine che, da ormai due anni, si batte contro l’edificazione del Planino come invece prevede la variante numero 3 al Piano regolatore comunale approvata a maggioranza dal gruppo consiliare guidato dal sindaco Mauro Veneto.
Si registrano infatti alcuni sviluppi circa l’interrogazione presentata alla Commissione europea dall’europarlamentare Oreste Rossi nel dicembre 2013. Alla richiesta di ulteriori chiarimenti sulle presunte irregolarità nella procedura di asseverazione alla Valutazione ambientale strategica (Vas) del commissario Janez Potočnik, lo stesso Rossi, insieme a Sergio Paolo Francesco Silvestris (entrambi del Ppe), ha riproposto un nuovo testo in cui precisa come la valutazione redatta e fatta propria dal Consiglio di Stregna non risponda alle disposizioni della normativa europea in materia. In particolare si sottolinea come non siano state eseguite correttamente le procedure di valutazione degli impatti ambientali della variante, essendo la stessa di fatto priva di un’analisi sullo stato attuale dell’ambiente stesso su cui insiste. A titolo di esempio, si legge nell’interrogazione, si rileva come non sia stato preso in considerazione il consumo del suolo (nonostante vengano interessati circa 20 ettari di terreno agricolo potenzialmente interessati da nuove edificazioni), non si è proceduto a predisporre uno studio adeguato sulla possibile presenza di habitat di interesse comunitario da salvaguardare, nè sono stati valutati gli effetti delle acque reflue anche in considerazione del fatto che la zona è attualmente sprovvista della rete fognaria.
«È grazie all’impegno di FreePlanine se questa questione è arrivata all’attenzione degli organi dell’Unione europea » – afferma Franco Simoncig, uno degli attivisti del movimento di Stregna. «In questi mesi – le sue parole – abbiamo continuato a batterci ed a tenere alta l’attenzione su questo problema perché convinti che il modello di sviluppo turistico che ha in mente il sindaco, basato sulla cementificazione del nostro paesaggio, ad oggi una delle risorse più importanti per il nostro territorio, non possa portare alcun beneficio né per la nostra economia, né per il benessere delle generazioni future ».

planino
In vista dell’assemblea cittadina l’opposizione, tramite il capogruppo Davide Clodig, ha presentato un’interrogazione scritta al sindaco in cui si chiede conto della recente delibera della Giunta che autorizza il primo cittadino a «presentare domanda di finanziamento, tra le altre, anche per un’area  caravan». La preoccupazione del gruppo d’opposizione è legata al fatto che la realizzazione di questo tipo di infrastrutture sia stata prevista da uno studio di fattibilità commissionato e fatto proprio dall’amministrazione Veneto nell’estate del 2012 (a ridosso della prima proposta di adozione della variante numero 3 al Prgc). Studio che aveva ad oggetto proprio i prati stabili della località Planino.
«Quanto all’idea di sviluppo che ha l’attuale maggioranza che amministra il nostro Comune – osserva infine Simoncig – mi chiedo come mai nel consiglio comunale del 29 aprile, il sindaco non abbia pensato di inserire la discussione sull’ipotesi di realizzazione dell’elettrodotto Okroglo-Udine. Altri comuni delle valli hanno già approvato un odg fortemente contrario a quest’ipotesi con il consenso di tutte le forze politiche. Pur avendo già manifestato parere contrario, alla prova dei fatti Veneto dimostra ancora estrema superficialità nell’affrontare le tematiche ambientali e di paesaggio. Non vorremmo che si stia prendendo in considerazione che l’elettrodotto sia già cosa fatta e che non valga la pena nemmeno discuterne in consiglio comunale».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.