MetalDays 2018: “Accoglienza ed organizzazione eccezionali”

Anche quest’anno, nell’incantevole location del Sotočje a Tolmino, si è tenuto il festival Metaldays. Nato nel 2004 (con il nome MetalCamp) il festival è diventato uno degli appuntamenti più attesi d’Europa per gli amanti dei riff di chitarra taglienti e ipnotici e delle raffiche di doppio pedale delle batterie. Anche in questo 2018, dal 22 al 28 luglio, gli organizzatori non hanno deluso le attese. Davanti a migliaia di persone (per lo più alloggiate nel camping del festival stesso) si sono esibite band storiche ed emergenti (Judas Priest, Children of bodom, Soulfly, Alestorm, Eluveitie, Igorrr) tra le più seguite dal popolo metal. Abbiamo chiesto a Samuel Simunovic degli Alter Era, band italo-slovena quest’anno per la prima volta sul palco del Metaldays, le sue impressioni sul festival. La band ha già tre album all’attivo e due tour europei. L’ultimo Lp Clades vedrà tra poco anche l’uscita su doppio vinile.

Samuel, sei soddisfatto della vostra prestazione a Tolmino?
Il concerto a Tolmino è stato sicuramente un’esperienza importante. Suonare su un palco enorme ed essere trattati in modo professionale da uno staff tecnico numeroso e preparato è di certo un fatto non comune per una band underground come siamo noi.

Come valuti l’accoglienza della cittadina di Tolmino?
L’organizzazione del festival è andata gradualmente migliorando negli anni, fino a raggiungere un livello che definirei di eccellenza. Non posso che fare i complimenti agli organizzatori.
Il Metaldays è sicuramente un festival che crea un bell’indotto ed è un’importante fonte di guadagno per la città. Offre insomma un’ulteriore possibilità di sviluppo ad un paesino bello, ma che potrebbe sembrare un po’ sperduto come Tolmino.
Gli abitanti hanno capito ben presto che questo festival è una possibilità da sfruttare. E gli organizzatori sono stati abili ad avere un’attitudine inclusiva nei confronti dei residenti di Tolmino, dando loro l’opportunità di promuovere le proprie attività (siano esse artigianali o soprattutto agrituristiche).
Nello spazio del festival, infatti, c’erano decine di stand e bancarelle con prodotti locali. Una mossa azzeccata, che ha permesso al festival di funzionare in armonia con la comunità locale.

L’organizzazione è stata adeguata?
Anche della parte organizzativa di gestione delle band, non posso che parlare bene.
Abbiamo ricevuto un catering spettacolare ed abbiamo goduto di un’attenzione pari alle band più famose.
Mi preme poi sottolineare la gentilezza dimostrata dagli addetti alla sicurezza, che invece in altri contesti, sappiamo, possono spesso risultare arroganti.

Perché secondo te in Italia risulta molto più complicato organizzare eventi del genere ?
È davvero un peccato che in Italia circa la possibilità di organizzare eventi culturali si sia molto indietro. Sinceramente dubito che un festival come il Metaldays possa essere fattibile. I motivi sono più di uno. Il primo è la cultura della gente, troppo conservativa e legata alle tradizioni religiose per accettare un festival con decine di migliaia di metallari che qualcuno definirebbe blasfemi.
L’Italia è un paese clericale, chiuso ed arretrato, e le conseguenze di questa visione sono negative per chi la vede un po’ diversamente. Per organizzare un festival di queste dimensioni bisogna avere gente di larghe vedute.
La Slovenia è sì un paese piccolo, ma da sempre, anche per la sue dimensioni, è abituato a guardare oltre il proprio orizzonte, a collaborare con altri paesi e a far proprie le buone prassi che funzionano altrove.
Il problema principale però resta la surreale burocrazia italiana, che creerebbe costi e complicazioni che scoraggerebbero anche gli organizzatori più volenterosi.

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