Editoriale del 5 settembre 2018: Il nuovo codice da Vinci

Angelo Floramo, intellettuale friulano con sangue balcanico che come pochi conosce la realtà storica e culturale di questa regione, ha pubblicato sul settimanale Il Friuli, la scorsa settimana, un geniale intervento a proposito di alcune dichiarazioni rilasciate dall’assessore regionale alla cultura, Tiziana Gibelli.

In sostanza, quello che ha detto la rappresentante della giunta regionale in un’intervista è che nel bando per i finanziamenti culturali per il 2019 si terrà conto del 500º anniversario della morte di Leonardo da Vinci. Non lo sapevamo, ma adesso lo sappiamo: Leonardo era friulano. E Floramo ce lo spiega – ovviamente con la dovuta e sagace ironia che chissà se nei corridoi degli uffici regionali è stata capita – da par suo, con ‘prove scientifiche’ che dimostrano la friulanità di uno dei più grandi geni di tutti i tempi.

L’ironia fa bene, e spesso ci consente di sdrammatizzare questioni che altrimenti avrebbero un altro peso. Resta il fatto che se i propositi dell’assessore Gibelli fossero confermati, piccole e grandi associazioni culturali dovrebbero fin d’ora iniziare a scartabellare libri e a scaricare pagine da internet per trovare un motivo valido per inserire la vita e le opere di Leonardo da Vinci nei propri progetti. Con il timore (o terrore) di ritrovarsi ad aver a che fare, per il 2020, con i 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, e per il 2021 con i 500 anni dalla morte di Ferdinando Magellano. Che come noto nelle sue navigazioni fece tappa anche a Trieste, Grado e Lignano.

Una sensazione amara resta sempre, alla fine dell’ironia, e così è in questo caso. Ed è quella che una storia così ricca, tragica e peculiare come quella della nostra regione venga spesso ridimensionata. A volte per scarsa conoscenza, a volte per volontà. Con tutto il rispetto per il buon Leonardo, che era un genio ma non è nato a Remanzacco. (m.o.)

komentarji: 2

  1. Buongiorno, sapete dove sia possibile recuperare l’editoriale di Floramo?

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