Una manciata di voti sovrani

Dai banchieri lobbisti che agiscono nelle segrete stanze di Bruxelles, seguendo una sequela di capillari scie chimiche, fino ai sovvertitori della volontà del popolo sovrano della sala stampa di Sanremo. La narrazione contro le caste e i poteri forti era il principale collante ideologico (eh già, le mai dome ideologie che tutti continuano a dare per morte) della coalizione di governo, soprattutto per i 5 stelle. Nemici del popolo, una serie di elite scontornate. Dalla parte del popolo, i cittadini onesti eletti in Parlamento.

Il voto sulla piattaforma Rousseau, ha spazzato via buona parte di questa storiella. Non solo perché si concede l’immunità a uno che fa parte della casta da una vita e che guida il partito più vecchio d’Italia. Non solo perché si è scelto di salvare il governo e le poltrone di fronte al calo dei consensi in questa sondaggiocrazia spinta in cui viviamo da decenni. Non solo perché la stessa piattaforma appartiene a un gruppo editoriale che riceve donazioni dei parlamentari 5 stelle (pagati pur sempre da tutti i contribuenti) per 98mila euro al mese, senza controlli anticorruzione, che finanziamenti all’editoria levatevi. Non solo perché si è scelto di ricorrere alla piattaforma (già brillantemente ribattezzata PonzioPilatosrl) invece di assumersi le responsabilità della decisione. E nemmeno solo perché la stessa piattaforma è stata più volte hackerata a certificarne la scarsissima sicurezza e quindi il possibile intervento di manine sui risultati.

Ma anche perché, finalmente, qualcuno ha constatato che a votare sono state 52.417 persone sui 10milioni 732mila e rotti voti che ha preso il Movimento alle ultime elezioni. Una piccolissima elite di eletti, guidati da un’ancor più ristretta cupola di direttori. E che per di più si è divisa 59% a 41%.
Alla faccia della volontà generale della filosofia di Rousseau.

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