Alan»Brez mej – una storia di confine«. S’intitola così il documentario di 17 minuti prodotto nel 2013 dall’Associazione culturale Modo di Udine e realizzato a Prosnid dal regista Giovanni Chiarot di Portogruaro. Il film è stato selezionato e proiettato alla 62^ edizione del Trento Film Festival ricevendo ottime recensioni.
Protagonista del documentario è Alan  Cecutti  che, come si legge nella presentazione al trailer, “ha intrapreso un cammino controcorrente per sviluppare un progetto in uno dei punti più disagiati e difficili del territorio montano friulano. Una sfida per la quale a 25 anni ha lasciato un lavoro sicuro in azienda per aprire un agriturismo a Prossenicco, paesino sul confine tra Italia e Slovenia, con l’obiettivo ambizioso di far rivivere un borgo montano spopolato”.
Alan, da dove nasce questa iniziativa?
“Il film è stato realizzato nell’ambito del progetto europeo Young Faces of Europe che ha unito sei paesi europei nella narrazione-video di alcune storie di giovani che, con il proprio lavoro e la propria creatività, hanno contribuito positivamente allo sviluppo dell’ambiente in cui vivono.
Il film, oltre che a Trento, è stato proiettato in tante altre occasioni in Friuli e anche all’estero, nei paesi che hanno partecipato al progetto. Ammetto che l’iniziativa mi ha portato una certa visibilità e, inaspettatamente, ho ricevuto un buon numero di visitatori che sono rimasti incuriositi e colpiti dal filmato.”
Cosa hai raccontato?
“Ho raccontato in sloveno della scelta di aprire il mio agriturismo a Prosnid e delle tante difficoltà che ho incontrato per fare funzionare l’attività. Ho sottolineato l’atteggiamento di scarsa attenzione dimostrato negli anni da parte della politica che conta nei confronti del nostro territorio. È mancato un piano di sviluppo e così, oggi, ritroviamo i paesi vuoti. Tuttavia, ho anche sottolineato i vantaggi che a un luogo isolato come Prosnid sono derivati dalla caduta dei confini con la Slovenia: si sono aperte nuove possibilità di sinergia e perciò di sviluppo.”
Un esempio è il progetto transfrontaliero “Farmeat” …
“Ottimo progetto davvero. Sono stato il primo a testarne l’efficienza. Il progetto prevede la possibilità per gli allevatori italiani e sloveni a ridosso dell’ex confine di portare le proprie bestie al macello di Tolmino. Tutto il processo è seguito da parte di tecnici esperti. Poco tempo fa, un mio bovino è stato prelevato e portato a Tolmino. Dopo la macellazione, la carne è stata confezionata e riconsegnata etichettata e pronta per la vendita in azienda. Un servizio davvero utile, che oltre ad aiutare gli imprenditori della nostra area, avrà sicuri effetti positivi anche sul turismo.”
Tu sei impegnato anche come amministratore nel tuo comune: come giudichi la riforma degli enti locali proposta dalla regione?
“La previsione che comuni montani come il nostro vengano inglobati in calderoni da 40 mila abitanti non può che essere preoccupante. Certo è interessante l’idea lanciata da alcuni sindaci delle valli di puntare sulle deroghe legislative previste per cercare di creare un’unione più piccola che tenga conto della presenza della minoranza linguistica slovena e dei territori montani. Tuttavia, credo sarà complicato mettere d’accordo tutti i sindaci dei comuni delle valli del Torre e Natisone per dare vita a tale progetto. Era auspicabile che la regione stessa prevedesse tale soluzione, ma gli orientamenti della giunta Serracchiani sembrano decisamente diversi.”
E Prosnid cosa propone per l’immediato futuro?
“Fervono già i preparativi per il Pust: le nostre maschere sono già pronte per accogliere quelle provenienti dai paesi vicini e dalla Slovenia per una grande sfilata che si terrà il 14 febbraio per le vie del paese. Poi a Pasqua riaprirà l’agriturismo e m’impegnerò insieme ai compaesani per offrire ai turisti qualche bel motivo di visita a Prosnid.”

I.C.