Sono già 11,6 gli ettari (più di 16 campi da calcio) di terreno un tempo incolti ed ora sottratti all’avanzata del bosco nel comune di Stregna. A cui si aggiungono altri 11,4 ettari in cui gli interventi di recupero sono già stati avviati. Il tutto, ha spiegato il sindaco del comune valligiano Luca Postregna lo scorso 19 novembre, grazie ai finanziamenti della Regione sulla legge 10 del 2010 che regola questo tipo di iniziative, incentivando il recupero soprattuto nei territori montani.

Nei locali della ex scuola del capoluogo, Postregna ha quindi illustrato gli interventi già realizzati – sia dai privati, sia sui terreni dell’associazione fondiaria Erbezzo -, e le linee guida che seguirà l’amministrazione per gli interventi del 2019.
Alcune modifiche introdotte alla legge infatti, ha spiegato Postregna, da un lato prevedono un contributo, di 500 euro all’anno, anche per i cinque anni successivi all’intervento, per i quali c’è l’obbligo di mantenere il terreno recuperato. Dall’altro impongono che, per beneficiare del finanziamento, l’intervento di recupero dovrà essere portato a termine nello stesso anno agrario in cui viene presentata la domanda. Per il 2019 cioè, con le domande che presumibilmente potranno essere presentate all’amministrazione di Stregna già da gennaio, la scadenza è fissata per il mese di novembre dello stesso anno. Pena, la revoca del contributo.

Per questo l’amministrazione ha scelto alcune priorità (su cui il sindaco ha comunque garantito una certa flessibilità per venire incontro alle esigenze dei potenziali interessati) per i prossimi interventi: avviare il recupero nell’area dei prati stabili di Tribil Inferiore e ampliare le aree nei pressi degli interventi già realizzati.

Postregna ha infatti sottolineato come, stando alle esperienze già maturate in passato, maggiori sono le aree continue recuperate, più queste si rivelano appetibili per gli investimenti delle aziende agricole. La migliore possibilità, questa, perché i pascoli recuperati rimangano tali anche dopo la scadenza del vincolo imposto dalla legge 10.
Nel comune di Stregna, ha illustrato il sindaco, sono stati completati o avviati interventi di recupero su un ettaro di terreno nella frazione di Melina, un ettaro e mezzo ad Oblizza, 5 ettari a Clinaz, 2 ettari su due interventi diversi (di cui uno in fase di completamento) a Dughe, 3 ettari e mezzo nei pressi del capoluogo. A cui si aggiungono, in particolare, i 7,7 ettari di terreno a Tribil Superiore su cui, a breve, verrà realizzato l’intervento promosso dall’Asfo Erbezzo. Il che ha portato finanziamenti che complessivamente ammontano a circa 148mila euro, una media di 7.600 euro per ogni ettaro recuperato.

Proprio in relazione all’associazione fondiaria Postregna ha evidenziato come, da un lato questa ha favorito l’aggregazione di particelle e quindi un recupero di terreni più appetibili per potenziali investimenti di aziende, dall’altro proprio per gli interventi più massicci si siano riscontrate difficoltà nell’individuazione degli operatori. Quelli locali delle valli del Natisone, infatti, spesso non hanno aziende abbastanza strutturate (per numero di addetti e macchinari) per poter intervenire nei modi e nei tempi stabiliti su grandi appezzamenti. Un problema che quindi è stato gioco-forza risolto affidando i lavori a ditte che hanno base al di là del comprensorio valligiano.