Arrampicata, A S. Leonardo un progetto per ampliare la struttura

De bi ljubitelji pliezanja paršli v telovadnico v Podutano tudi iz Furlanije an bližnje Slovenije, je Kamun, ki ga vodi Antonio Comugnaro, predstavu Nediški medobčinski teritorialni uniji projekt, s kerim želi arzšerit prestore za pliezanje. Massimo Laurencig od društva Natisone climbing pa pravi, de bi bla tista tudi liepa parložnost, de bi dali dielo tistim, ki učijo se pliezt.

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Trasformare quella che è già una realtà di successo, nel punto di riferimento per gli appassionati di arrampicata del Friuli e della fascia confinaria della Slovenia. È un progetto ambizioso quello che ha presentato l’amministrazione comunale di San Leonardo all’Uti del Natisone, che – secondo il sindaco Antonio Comugnaro – porterebbe benefici a tutto il territorio delle Valli del Natisone.
Nell’assemblea dei sindaci dell’Uti del Natisone, lo scorso 6 novembre, l’ente ha fatto proprie le indicazioni della giunta regionale stabilendo che, nel programma di investimenti per il triennio 2019-2021, avranno la priorità quei progetti che riguarderanno il “recupero e restauro di beni culturali per i quali vi sia già destinazione d’uso del bene recuperato da parte dell’ente locale richiedente” e “interventi in ottemperanza alla legislazione vigente degli impianti sportivi comunali”.
In queste fattispecie rientra anche il progetto presentato dal Comune di San Leonardo che, se venisse approvato dall’assemblea (e al netto della disponibilità delle casse regionali, considerati i danni causati dalle recenti alluvioni nella fascia montana della Regione), si proporrebbe di realizzare un intervento che comporterebbe una spesa complessiva – fra progettazione e lavori – di 590mila euro. L’idea è quella di ampliare la struttura e quindi le pareti arrampicabili. Già oggi infatti, ci ha spiegato Massimo Laurencig dell’associazione Natisone climbing che ha in gestione la struttura, la palestra di roccia di San Leonardo, situata nel centro studi del capoluogo, fatica a soddisfare il crescente numero di richieste d’accesso.
I fruitori infatti provengono da tutto il territorio della provincia di Udine e dalla parte occidentale della Slovenia.
Dal 2014, anno in cui è stata realizzata, il numero di accessi è cresciuto in modo esponenziale sia per la crescita di popolarità dello sport sia per la carenza di altre strutture indoor specificatamente dedicate alla pratica. Nel biennio 2016-2017 gli accessi registrati sono stati 1340, a stagione non ancora conclusa, nel biennio successivo (207-2018) c’è stato un aumento di presenze del 15 per cento.
Con l’ampliamento – ci hanno spiegato sia il sindaco Comugnaro che Laurencig – si vorrebbe realizzare una struttura che, oltre ad incrementare il bacino potenziale di utenti per tutte le fasce d’età e per tutti i livelli di abilità, possa anche ospitare gare federali ed internazionali della disciplina. Val la pena ricordare che dalle prossime olimpiadi di Tokyo nel 2020, l’arrampicata sportiva farà parte del programma olimpico. “L’obiettivo finale – ha tenuto a precisare Laurencig – è anche quello di creare un indotto per tutte le valli del Natisone. Se questo progetto dovesse andare in porto si creerebbero infatti discrete opportunità di lavoro professionali (istruttori e tracciatori) per i giovani delle Valli”.

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