Balloch: “Cividale, le Valli e gli sloveni: sempre convinto della collaborazione”

Tra pochi giorni, qualunque sia il responso delle urne il 20 e 21 settembre, Cividale del Friuli avrà un nuovo sindaco/a. Dopo due mandati Stefano Balloch, infatti, non si ripresenta. In questa intervista che ha voluto concedere al nostro settimanale ripercorre alcune delicate questioni che hanno interessato la sua amministrazione, in particolare il rapporto con le organizzazioni della comunità linguistica slovena e con i comuni delle valli del Natisone.

In dieci anni da primo cittadino di Cividale ha dimostrato grande attenzione nei confronti della comunità slovena: ricordiamo ad esempio l’attivazione dello sportello linguistico e l’intitolazione della via in cui si trova l’omonimo circolo a monsignor Ivan Trinko. Come giudica, oggi, il rapporto fra l’amministrazione comunale e la realtà delle associazioni slovene?

Non solo, ho favorito come sindaco che investimenti europei andassero a beneficio di Cividale e delle valli del Natisone – a Zapatocco è nata mia mamma e vivono oggi i miei nonni materni, a Masarolis riposano i miei nonni paterni, emigrati a Charleroi in Belgio dove sono nati mio papà e suo fratello Rino prima di rientrare in Italia a Cividale – per oltre 1 milione di euro (bimobis, europuppets) per attrarre turismo sportivo già al top nei comuni sloveni e perché la cultura non ha confini. O ancora di più da presidente Uti: 3,8 milioni di euro stanziati per rendere ciclabile il vecchio tracciato ferroviario per Caporetto dal confine a Pulfero con anche un nuovo ponte panoramico. Il rapporto che l’amministrazione comunale ha instaurato in questi ultimi 10 anni è sempre stato di proficua collaborazione e la nuova amministrazione saprà mantenerla. I diritti delle minoranze sono riconosciuti dalle leggi dello Stato e dallo Statuto regionale e ogni sindaco ha il dovere di tutelare tali prerogative. Le organizzazioni hanno avuto un ruolo importante anche nel favorire i rapporti e per consolidare le relazioni con numerose autorità slovene con la presenza di rappresentanze istituzionali in città del Presidente della Repubblica di Slovenia, ministri e consoli che sono stato onorato di ricevere e accogliere nel segno e nella tradizione della storia di Cividale, luogo di dialogo fra culture e popoli diversi. Inoltre appuntamenti di riferimento culturale come ad esempio il Dan Emigranta e il Mittelfest hanno contribuito in questi anni a rendere vivo questo dialogo.

Anche in seno alla maggioranza che l’ha sostenuta in Consiglio comunale rimangono, nel centrodestra cittadino, perplessità – quando non aperta ostilità (è il caso dell’onorevole e consigliere Roberto Novelli) – nei confronti del riconoscimento stesso della comunità slovena a Cividale. Come ha vissuto queste contrapposizioni? Crede che la “questione slovena” sia ancora divisiva anche in termini di consenso elettorale?

Chi ha la responsabilità di guidare una comunità ha il dovere appianare le divergenze, creare dialogo, non trincee, valorizzare le differenze, non strumentalizzarle per alimentare il contrasto sociale. Sarebbe una battaglia di retroguardia; più in generale questi atteggiamenti alimentano il populismo e non giovano ai cittadini di un territorio che la storia ha già diviso con l’ ideologia. Credo che sia tempo di remare tutti dalla stessa parte perché i confini, che già non esistono più con la vicina Slovenia, non restino nella testa delle persone tanto meno degli amministratori. Questo ho sempre cercato di fare volgendo lo sguardo più in alto e lontano nel segno dell’Europa delle giovani generazioni.

Negli ultimi anni a livello istituzionale i comuni delle valli del Natisone e Cividale hanno fatto parte dell’Uti del Natisone che lei stesso ha presieduto. Come giudica questa esperienza? C’è qualche rammarico per come è stata strutturata la nuova riforma degli enti locali per cui la città non è entrata a far parte della Comunità di montagna Natisone Torre?

Un’esperienza faticosa. Ritengo che Cividale rappresenti il vero valore aggiunto per le valli del Natisone; ho avuto conferma in tanti anni di lavoro per la mia città che gli amministratori delle valli del Natisone abbiano combattuto una battaglia di retroguardia inseguendo una unione autonoma limitata solo ai loro 7 comuni che, ovviamente (e giustamente), né l’amministrazione Serrachiani né Fedriga hanno loro riconosciuto per oggettivi limiti che vanno ancora interiorizzati. Vanno create alleanze e lo sguardo non può limitarsi a progettazioni frazionate per 7 per non scontentare nessuno. Vanno individuati progetti strategici. La nuova riforma offre loro ora una nuova chance che spero non intendano sprecare come han fatto con Cividale. Intanto la mia guida e la direzione del dott Gianfranco Topatigh, preziosissimo segretario generale del Comune di Cividale, han risolto molti temi fermi ancora dalla vecchia unione montana e dalle gestioni commissariali e questo consentirà al nuovo ente di partire privo di zavorre di cui abbiamo dovuto farci, faticosamente, carico. La disponibilità dei sindaci da Remanzacco a Moimacco, dal triangolo della sedia a Prepotto con Cividale è sempre stata massima nel sostenere le valli del Natisone e ogni richiesta è sempre stata avvallata all’unanimità. Erano una forza in più, non una minaccia.

Nel corso dei suoi mandati, Cividale ha visto una crescita importante in termini di presenze di turisti. In questo settore però, le vicine valli del Natisone faticano ancora a proporsi come meta. Crede si sarebbe potuto fare di più per ampliare l’offerta turistica della città anche alle valli del Natisone con benefici per entrambi i territori?

Cividale ha raggiunto l’obiettivo del riconoscimento Unesco credendo in se stessa, creando una rete di alleanze e competenze, fra città longobarde in Italia e facendo da capofila a istituzioni pubbliche e private che ci hanno riconosciuto autorevolezza e capacità di visione. Ma potrei parlare dei grandi concerti, della tappa d’arrivo del giro d’Italia a Cividale, di raduni, campionati ecc … Grandissimi investimenti di Cividale che le valli potevano e possono sfruttare in volata. Le valli devono individuare ancora un messaggio univoco da promuovere come identitario puntando su natura e ambiente e questo sarebbe un grande valore aggiunto per Cividale. Probabilmente potrebbero ricercare partner con cui fare sinergia che già sono molto avanti in questo tipo di offerta anche copiando modelli vincenti in altre regioni o paesi esteri. Io credo molto nel progetto del grande geoparco proposto dal gruppo Geoword nell’ex cava di Vernasso (parco dei dinosauri) Inseguirei l’Europa per favorire questo investimento pubblico/privato che potrebbe porre l’attenzione su un turismo tematico con vantaggi per tutti i comuni delle valli del Natisone, Torre e del Cividalese ad esempio …

Il centrodestra per le elezioni del 20 e 21 settembre ha candidato Daniela Bernardi. Una scelta che, sebbene l’appartenenza di partito sia diversa, si pone in continuità con la sua amministrazione visto che Bernardi è sua vice. Pur dando il suo nome ad una delle liste in appoggio lei ha deciso però di non candidarsi come consigliere. Come mai questa scelta?

Non sono mai stato un solista. La lista che porta il mio nome è presente in consiglio comunale dal 2015 ed è giusto che io lasci spazio a chi ha portato acqua senza sedere in prima fila. Non ho mai inteso la politica come una corsa ai cento metri, ma come una staffetta dove chi vince non avrebbe potuto farlo senza chi correva prima di lui. È venuto il momento di dimostrare a Cividale che a differenza di altri io non uso il voto dei cividalesi per pesare di più ma per fare pesare di più i loro sogni e le loro aspettative. La nostra lista era un progetto plurale quando l’abbiamo inventata e a maggior ragione lo è oggi e sono certo lo sarà domani.

komentarji: 2

  1. Balloch potrebbe imparare il saluto in sloveno,così al Dan Emigranta farebbe bella figura!

  2. Balloch ha dimostrato di essere sobrio, pacato, saggio, determinato, proficuo, positivo. Sono per un battimani.

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