La qualità delle acque del Natisone, nel tratto che scorre nelle valli, è sostanzialmente buona, con alcune eccellenze (nell’unico tratto oggi balneabile in località Stupizza nel comune di Pulfero) e alcune criticità localizzate soprattutto nei punti in prossimità degli scarichi dei depuratori.

È, in sintesi, quanto hanno affermato Luigi Colugnati e Claudia Orlandi dell’Arpa durante l’incontro ‘balneabilità del Natisone’ tenutosi il 5 settembre nella sede della Pro loco di Ponteacco che, assieme all’associazione Parco del Natisone, ha organizzato l’evento nell’ambito di Festinparco 2018. Dopo i saluti del presidente della Pro loco Francesco Coren, Chiabai ha sottolineato l’importanza della balneabilità per il Natisone che avrebbe ricadute positive in un’ottica di sviluppo sostenibile del territorio.

Il sindaco di San Pietro Mariano Zufferli ha quindi annunciato un investimento di un milione di euro per il rifacimento dell’impianto di depurazione a Ponte San Quirino.

Un’opera che va proprio nella direzione corretta per l’ottenimento della balneabilità, ha quindi evidenziato Colugnati. L’approccio su questa materia infatti, ha spiegato, è radicalmente cambiato: ora non si basa più solamente sull’analisi chimica delle acque ma prevede il monitoraggio di tutti i ‘fattori di pressione’ (efficienza dei depuratori, scarichi, rischi idrogeologici, demografia, attività produttive) che interessano il corso d’acqua.

L’iter per l’ottenimento del certificato di balneabilità deve essere attivato dai Comuni interessati. A quel punto inizia il monitoraggio dell’Arpa che dura 4 anni, passati i quali l’agenzia, se i requisiti (compresi quelli di carattere sanitario) sono soddisfatti, può certificare la balneabilità del tratto. La situazione del Natisone, ha spiegato Orlandi rispondendo anche alle numerose sollecitazioni del pubblico, è sostanzialmente buona in tutti gli otto punti su cui l’Arpa effettua già le analisi chimico-ambientali. Le maggiori criticità riguardano proprio l’efficienza dei depuratori.