Bardo, percorso bilingue possibile solo con S. Pietro

La trasformazione delle scuole di Njivica in scuole con insegnamento bilingue italiano-sloveno può avvenire solamente mediante l’istituzione nella Terska dolina di una sezione distaccata dell’Istituto comprensivo bilingue di San Pietro al Natisone. È questo il sunto della nota inviata dall’Ufficio Scolastico Regionale al Comune di Bardo e che il sindaco Guido Marchiol ha letto ai genitori dei bambini che frequentano le scuole comunali, durante un incontro tenutosi il 5 giugno.
Nel documento dell’Ufficio Scolastico Regionale si evidenzia “che la richiesta posa sull’art. 12, comma 6, della Legge 38/2001, che effettivamente ammette la predetta possibilità o mediante l’istituzione di scuole bilingui o, come nel caso che qui interessa e che risulta allo stato l’unica praticabile, con l’istituzione di una sezione distaccata di una scuola bilingue in essere e quindi, nel caso, della scuola bilingue di San Pietro al Natisone”.bardo_sola
Il sindaco Marchiol ha aggiunto che nel corso di un colloquio avvenuto il 29 maggio con l’assessore regionale Panariti e il rappresentante dell’Ufficio scolastico regionale Giacomini, questi ha ulteriormente chiarito che la trasformazione sarà progressiva e, inizialmente, interesserà solo la scuola d’infanzia e le prime due classi della primaria.
Al termine dell’incontro è stata data la parola ai genitori per eventuali osservazioni da riferire ai competenti organi regionali in vista di un nuovo già preannunciato incontro.

komentarji: 8

  1. Non lo avete ancora capito che vi stanno prendendo in giro?
    A loro,gli sloveni,compresa Lubiana,hanno interessa ha mettere un tassello,la scuola,in Val del Torre.A loro non interessa altro.
    loro dicono che qui vivono ,o vivevano, Sloveni. Oggi hanno redatto una Legge che è piombata piano piano,attratta da parecchi finanziamenti che hanno e che attualmente abbagliano parecchie persone.
    La Legge è chiara:

    Gli Sloveni in Italia
    Gli sloveni sono storicamente presenti in quest’area centro-europea ed oggi vivono in una fascia che si estende per circa trenta chilometri di larghezza lungo il confine italo-sloveno, da Tarvisio fino a Muggia. Siamo presenti in tre province della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia: Trieste, Gorizia e Udine.
    Nell’attuale territorio italiano l’attività organizzata degli sloveni ha avuto inizio nella seconda metà dell Ottocento con la fondazione di circoli di lettura e con attività volte a promuovere una consapevole appartenenza etnica. L’organizzazione ha raggiunto il suo apice nei primi decenni del Novecento. Nei successivi due decenni la dittatura fascista ha soppresso ogni attività degli sloveni in Italia. Gli abbozzi dell’odierna immagine sociale degli sloveni in Italia hanno preso vita a partire dalla fine del secondo conflitto mondiale, immediatamente dopo l’anno 1945.
    Dal punto di vista giuridico lo status dei cittadini italiani di nazionalità slovena è contemplato in numerose leggi e atti storici. Prima fra tutte è la stessa Costituzione italiana, che all’articolo 6 si impegna a tutelare con apposite norme le minoranze linguistiche. Lo status di minoranza linguistica è riconosciuto agli sloveni in Italia dalla Legge 482/1999, legge di tutela delle minoranze linguistiche storiche in Italia, dalla Legge 38/2001, che ne definisce nello specifico i diritti e lo status giuridico, e infine dalla Legge Regionale 26/2007, che tra l’altro riconosce il ruolo dell’Unione Culturale Economica Slovena e all’articolo 5 riporta l’Albo delle organizzazioni della minoranza linguistica slovena.
    Attraverso decenni di attività svolta all’insegna della consapevole appartenenza etnica gli sloveni in Italia sono riusciti a sviluppare un sistema sociale compiutamente strutturato. L’elemento portante che consente la conservazione e lo sviluppo della lingua slovena è naturalmente rappresentato dalle scuole statali con lingua d’insegnamento slovena, ma il sistema sociale complessivo degli sloveni nel FVG è ben più articolato, spaziando dall’ economia al settore delle società finanziarie, dagli enti sociali a quelli di formazione, dalla cultura all’informazione.

    Quindi,popolo della Val Torre, aprite gli occhi.

  2. nonna rattristata 30/08/14 at 12:58 - Reply

    Credo che non interessi sapere chi ha scritto l’articolo,comunque è stato scritto bene ed in modo chiaro.
    Un vero giornalista deve essere proprio “un equilibrista della parola”.Non abbiate paura ,la bilingue non si farà e tutto rimarrà come ora .Io come nonna sono rattristata perchè speravo che mio nipote avesse l’opportunità di imparare un’altra lingua ,che in fondo è la lingua dei nostri vicini di casa. Avete perso il treno ,genitori contrari ,non so se ripasserà un’altra volta .
    Saluti

  3. Luigi PInosa 25/06/14 at 16:02 - Reply

    Mi piacerebbe proprio sapere chi è il “giornalista” che scrive questi “grandiosi” articoli.
    Non vorrei fare illazioni ma sembra che questo “equilibrista della parola” sia totalmente di parte.
    Vediamo se la la redazione ci illumina.

  4. Speriamo che chi di dovere (Amministrazione Comunale di Lusevera) possa leggere i commenti dei genitori, che finora sono rimasti INASCOLTATI ed IGNORATI, oltre che OPPORTUNAMENTE MALE INFORMATI dal Comune.
    E che nonostante abbiano sicuramente colto il malumore, continuano ad insistere nel voler percorrere questa strada.
    VOLERE a tutti i costi questo percorso significa che la nostra piccola scuola (già di eccellenza a detta di molti insegnanti delle scuole medie, che trovano i nostri bambini MOLTO preparati) non diventi un’opportunità, ma un’imposizione.

  5. Signor Sindaco, mi rivolgo a Lei: complimenti per la coerenza!
    Quando a gennaio sono venuta a ricevimento da Lei per avere chiarimenti e rassicurazioni, Lei mi ha detto che non sapeva ancora nulla, ma su due cose poteva darmi la certezza: 1) il plesso di Vedronza sarebbe rimasto sotto l’Istituto Comprensivo di Tarcento (“non sono mica filosloveno, io” sono le Sue testuali parole); 2) le maestre sarebbero rimaste e sarebbero state affiancate da insegnanti abilitate all’insegnamento in sloveno.
    In 6 mesi è riuscito a ribaltare tutte le Sue convinzioni e le promesse fatte ai Suoi concittadini: non è da tutti!
    Quando ci si lancia in un progetto del genere, sarebbe bene operare con cautela e precisione, raccogliendo tutte le informazioni necessarie, valutando rischi ed opportunità: di tempo mi pare ne abbiate avuto, in 4 anni.
    Alla fine, chi ci va di mezzo sono i bambini…

  6. Genitore di Tarcento 21/06/14 at 20:52 - Reply

    Caro Sindaco di Lusevera, nell’articolo precedente lei ha detto: “ora la parola ai genitori”…. Ebbene i genitori, quelli che sono intervenuti alla riunione di inizio giugno (e non si sa perchè lei non li abbia avvertiti tutti, ma solo una parte…), hanno espresso la loro opinione, e non è di certo quella che lei sta portando avanti forte della “schiacciante” vittoria elettorale (cos’erano 6 voti di differenza?!?)
    Buona parte dei contrari, tra l’altro, coincide con chi ha i figli che verrebbero coinvolti con il passaggio al bilinguismo.
    Non sarebbe stato più corretto ascoltare in primis coloro che effettivamente sono interessati piuttosto che coloro i quali hanno i figli al termine del quinquennio elementare; per lo meno sarebbe stato giusto ascoltarli.
    Un genitore da lei definito “extracomunitario” e sempre come lei ha detto con NESSUN DIRITTO di voto su questo argomento

  7. Non si fa cenno alle raccolte di firme da parte dei genitori, con richieste di intervento dei responsabili regionali e circostanziate domande riguardo i tempi e le modalità di trasformazione della scuola, la sostenibilità economica e logistica, il previsto afflusso di nuovi alunni (!!??), tutte domande ignorate dall’amministrazione. Tali richieste sono state ricordate ampiamente durante l’incontro oggetto del Vostro articolo, e sono centrali in questo dibattito, purtroppo non ne trovo traccia nel resoconto del Vostro inviato….
    Oltre alla domanda di partenza: ma è veramente necessario passare alla scuola bilingue per garantire l’esistenza della sede di Vedronza-Lusevera ? O era già tutto scritto?
    In attesa di risposte.
    Saluti

  8. ma scusate, chi scrive questi articoli?
    ” Al termine dell’incontro è stata data la parola ai genitori per eventuali osservazioni da riferire ai competenti organi regionali in vista di un nuovo già preannunciato incontro.”
    Perché non scrivete che al termine della presentazione del Sindaco ci sono stati molti interventi dei genitori e che moltissimi erano in disaccordo sul passaggio a S. Pietro al Natisone? Perché on scrivete che il “passaggio graduale” NON è stato assolutamente spiegato ai genitori? Perché non scrivete che la nostra scuola è già particolare per la gestione pluriclasse e che la dirigente di S. Pietro alla riunione convocata in marzo non era in grado di fornire chiarimenti precisi su tale modalità di gestione (Pluriclasse bilingue)????
    Scusate ma questo è un articolo “leggermente” di parte.

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