Caso Skripal: in Slovenia ancora nessuna misura nei confronti dei diplomatici russi

La Slovenia non ha preso ancora nessun provvedimento nei confronti dei diplomatici russi in seguito al caso Skripal ed alle conclusioni adottate dal Consiglio Europeo in segno di solidarietà con il Regno Unito e in coordinamento con partner europei e alleati Nato. Il presidente della commissione parlamentare per la politica estera Jožef Horvat (NSi) ha indetto una seduta per il 5 aprile per valutare se seguire l’esempio dei paesi che già hanno deliberato l’espulsione dei diplomatici russi. Secondo Horvat, non avendo un governo pienamente operativo, la decisione spetterebbe al parlamento, posizione condivisa anche dal presidente del parlamento Milan Brglez. Nel frattempo il presidente della Slovenia Borut Pahor si è detto convinto che il Paese dovrebbe dimostrare solidarietà con il Regno Unito e unità d’intenti con gli alleati della Nato e con l’UE. Il ministro degli esteri Karl Erjavec che riferirà giovedì prossimo alla commissione parlamentare per la politica estera ha dichiarato che personalmente non intende proporre nessun provvedimento. In accordo con il governo Erjavec si è già consultato, oggi 29 marzo, con l’ambasciatore sloveno a Mosca Primož Šeligo. Dal governo hanno fatto anche sapere che ritengono l’espulsione dei diplomatici russi una misura troppo severa in quanto non si ha nessuna certezza su chi sia responsabile dell’attacco con il gas nervino all’ex spia russa Serghei Skripal e sua figlia a Salisbury.

Il Regno Unito ha espulso in seguito al caso Skripal 23 diplomatici russi, il suo esempio è stato seguito da 25 paesi: 60 diplomatici sono stati espulsi dagli Stati Uniti, altri 59 da 18 paesi UE (da nessuno più di 4, l’Italia ne ha espulsi due).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.