Ciccone candidato sindaco a San Pietro: “Le Valli hanno bisogno di una scintilla”

Con una scelta in controtendenza rispetto al netto calo delle candidature alle amministrative nei piccoli comuni di tutta la Regione – e in particolare in quelli della fascia confinaria -, Nino Ciccone, dirigente scolastico da poco in pensione, ha deciso di sfidare, nelle elezioni del prossimo 26 maggio, il sindaco uscente di San Pietro al Natisone Mariano Zufferli. Sostenuto dalla ‘storica’ Lista civica Ciccone, già vicesindaco dell’allora giunta guidata da Bruna Dorbolò, ci ha spiegato il motivo per cui ha deciso di rimettersi in gioco e i punti salienti del suo programma.

“Non ci pensavo nemmeno a questa candidatura prima che alcuni sostenitori e consiglieri di opposizione uscenti della lista civica mi contattassero,” ci dice Ciccone. “La proposta mi ha fatto riflettere su quello che è il panorama attuale e sulla mia storia personale, sul mio legame con queste Valli che mi hanno dato tanto dal punto di vista sociale e professionale. Ho notato poi che la mia disponibilità a candidarmi sta ricreando un certo entusiasmo, una nuova voglia di partecipazione. E che, secondo me, è dovuta anche al carattere ‘giovane’ della nostra lista, anche rispetto a quella del sindaco uscente che non mi pare possa proporre molto di più che una gestione ordinaria dell’amministrazione. Ho quindi deciso di mettere a disposizione di questo gruppo di ragazzi la mia esperienza. La speranza è quella di ottenere un buon risultato in modo che questa prova sia, come avvenuto in passato, la scintilla in grado di risvegliare gli animi anche negli altri comuni delle Valli.”

E come pensate di rilanciare un territorio sofferente come questo delle Valli?
“Noi pensiamo che sia ora di promuovere un’azione decisa per l’unione di tutti i comuni delle valli del Natisone, premessa necessaria per arrivare ad una seria progettazione d’area ed impostare un’efficace progettazione per lo sviluppo. Un’unione in linea con le indicazioni della Regione e con le linee fondative del cluster transfrontaliero. Bisogna uscire dalla logica dei finanziamenti a pioggia che negli ultimi anni ha caratterizzato la politica delle amministrazioni valligiane. Anche questa di San Pietro che non ha realizzato nulla di significativo dal punto di vista prospettico, demografico, urbanistico, limitandosi ad un’amministrazione ordinaria del territorio. L’obiettivo è arrivare ad un comune unico delle valli: per far fronte alla crisi economica urge unire le forze, anche per contrastare la deriva verso Cividale sostenuta, anche di recente, da politici con incarichi importanti come l’onorevole Roberto Novelli (al quale nessun politico nostrano ha replicato) che ha proposto che l’Istituto scolastico Dante Alighieri venga assorbito dal convitto Paolo Diacono di Cividale. A queste proposte ci opporremo con decisione per difendere l’autonomia delle nostre scuole.”

Ha già detto che la vostra è una lista composta per lo più da giovani. Come mai questa scelta?
“Come detto il nostro obiettivo è proprio il coinvolgimento dei giovani nella vita amministrativa del comune. Perché siano motivati in prima persona a trovare soluzioni che possano consentire loro di restare nelle Valli con occupazioni dignitose. Sottolineo poi che nella nostra lista abbiamo anche Dragica Mijatovič, cittadina italiana di origini straniere. Assieme a lei vogliamo promuovere azioni di integrazione con i cittadini di origine straniera che da anni sono una realtà integrata e attiva nelle nostre valli. Puntiamo a creare una commissione consultiva che possa favorire il confronto con le idee e istanze di questi cittadini per la realizzazione di progetti valorizzando il loro ruolo sul nostro territorio.”

Su quali aspetti intendete puntare per creare nuove possibilità occupazionali?
“In primis valorizzando le risorse che ci sono: ambientali (con la promozione di attività turistiche), sportive e ricreative. Creando strutture gestite in modo imprenditoriale per dare decoro e dignità alle tante manifestazioni che abbiamo, ma che spesso vengono organizzate in modo frammentario e poco professionale. Vogliamo quindi istituire realtà in grado di accogliere e assistere i visitatori, creare percorsi attrezzati per le tante attività che oggi si svolgono in modo caotico e a volte addirittura dannoso per il paesaggio. Vogliamo insomma che si crei una rete di attività e competenze in grado di creare reddito come avviene in Austria e Slovenia. In questo senso è nostra intenzione anche valorizzare la ricchezza linguistica e culturale che abbiamo. Per la scuola bilingue, vorremmo allungare il percorso con l’attivazione di un liceo. A San Pietro potrebbero quindi nascere attività formative in collaborazione con università ed enti di formazione in correlazione con il plurilinguismo. Con l’obiettivo di istituire un polo formativo d’eccellenza.”

Qual è il suo progetto sulla zona industriale di viale Azzida?
“Dopo un’attenta verifica dello status quo cercheremo di intervenire dove necessario e per quanto sia di competenza del comune per mantenere ed aumentare i livelli occupazionali. Fra le priorità ci sarà quella di trovare una soluzione per la struttura inizialmente pensata come latteria per la quale ad oggi non si intravedono prospettive: sarebbe un disastro se di quell’importante investimento restasse solo un’opera morta.”

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