Cividale verso le elezioni amministrative. Bernardi: “Scelta di continuità, ma con percorsi nuovi”

Domenica 20 (dalle 7 alle 23) e lunedì 21 settembre (dalle 7 alle 15) si vota per il rinnovo del consiglio comunale di Cividale. Due i candidati che si propongono per la carica di sindaco: Daniela Bernardi, sostenuta dalle liste Civica Balloch per Cividale, Forza Cividale – Con i civici per Cividale, Fratelli d’Italia e Lega Salvini FVG, e Fabio Manzini, sostenuto dalle liste Prospettiva civica, Impegno Comune e Civi_Ci.
Tutte le dieci sezioni elettorali sono state trasferite presso il complesso immobiliare comunale di Via Carraria, con ingresso dai civici 91 (Palestra), 93 (Centro Aggregazione Giovani) e 101 (sede delle associazioni).

 

Daniela Bernardi, 58 anni, candidata in quota Lega per il centro destra, è vicesindaco e assessore al turismo uscente del Comune di Cividale.

Il centro destra cividalese, dopo qualche discussione interna, ha trovato unità proponendo la sua candidatura. Crede sia stata premiata la continuità con la precedente amministrazione Balloch di cui ha fatto parte?
“Non direi ci sia stata ‘qualche discussione’. Semplicemente il mio partito, la Lega, ha proposto la mia candidatura avendo io già alle spalle un percorso amministrativo. Una scelta che si pone, sì, in continuità, ma che guarda anche a nuove idee e nuovi percorsi. Per questo motivo le forze che mi sostengono hanno ritenuto potessi essere la persona indicata.”

Quali sono stati, secondo lei, i punti di forza dell’amministrazione in questo ultimo mandato su cui intendete insistere, in caso di elezione, anche nei prossimi cinque anni?
“Credo che uno dei meriti principali sia stato quello di essere riusciti a promuovere per la città, a livello internazionale, un nuovo tipo di turismo, un turismo slow, legato alle esperienze, alle emozioni, a un nuovo modo di fruire il territorio. Il tutto, ovviamente, accanto alla conservazione e al recupero delle bellezze storiche e artistiche della città. Su questa strada indendiamo proseguire, proponendo un turismo legato al territorio inteso a 360 gradi, nell’ottica di progettare ciò che l’utente vuole riscoprire in città. In questo senso proseguiremo con la valorizzazione della collezione di palazzo De Nordis.
Stiamo già pensando al recupero della ex caserma Francescato che sta passando definitivamente dal demanio alla città e su cui abbiamo diversi progetti che riguardano l’istruzione, il mondo delle associazioni e anche il turismo. Intendiamo proseguire con il recupero degli spazi per lo svago, in particolare degli impianti sportivi. Un’attenzione particolare meriterà il Presidio ospedaliero della città che serve tutto l’indotto, in particolare le valli del Natisone. La salute è il bene più prezioso che abbiamo, le esigenze della popolazione vanno trasformandosi e ci porponiamo di vigilare affinché i servizi offerti dalla struttura restino calzanti alle necessità della popolazione.”

Quale crede debba essere il rapporto fra la città e i comuni delle valli del Natisone considerato che, terminata l’esperienza dell’Uti, non ci saranno momenti di unità a livello istituzionale?
“Credo debba esserci sinergia e condivisione per arrivare ad un comune sviluppo turistico. Siamo in un contesto in cui su questo un territorio può portare valore aggiunto all’altro con benefici reciproci. Penso alla creazione di pacchetti che colleghino Cividale, attraverso le valli del Natisone al Tolminotto. Con percorsi cicolopedonali, l’implementazione dei punti di ristoro e di riferimento per i visitatori che scelgono di adopeare bici e e-bike. Abbiamo già iniziato a muoverci in questo senso assieme alle valli con quanto siamo riusciti a mettere in atto in occasione della tappa del Giro d’Italia e con Vallimpidi. Il nostro obiettivo è quello di creare un turismo e una città ‘green’. Ed è un obiettivo che deve coinvolgere anche le valli del Natisone.”

Quale crede debba essere il ruolo della comunità linguistica slovena per la città?
“Proprio nel mio assessorato ho lavorato con lo sportello linguistico sloveno. Penso che la strada intrapresa sia quella giusta. Anche in questo senso cioè, penso alla creazione di progetti di interscambio con i vicini comuni sloveni, attraversando necessariamente le valli del Natisone, con l’obiettivo di attrarre i turisti nelle nostre zone. In modo che sulla direttrice Cividale – Caporetto i visitatori possano avvicinarsi anche alla lingua, in continuità con un passato che sa adattarsi al tempo dei nostri giorni.”

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