Cividale verso le elezioni amministrative. Manzini: “Cividale ha bisogno di un vero rinnovamento”

Domenica 20 (dalle 7 alle 23) e lunedì 21 settembre (dalle 7 alle 15) si vota per il rinnovo del consiglio comunale di Cividale. Due i candidati che si propongono per la carica di sindaco: Daniela Bernardi, sostenuta dalle liste Civica Balloch per Cividale, Forza Cividale – Con i civici per Cividale, Fratelli d’Italia e Lega Salvini FVG, e Fabio Manzini, sostenuto dalle liste Prospettiva civica, Impegno Comune e Civi_Ci.
Tutte le dieci sezioni elettorali sono state trasferite presso il complesso immobiliare comunale di Via Carraria, con ingresso dai civici 91 (Palestra), 93 (Centro Aggregazione Giovani) e 101 (sede delle associazioni).

 

Fabio Manzini, 24 anni, laureato in Economia e Mercati finanziari in lingua inglese a Trieste (sta completando la laurea magistrale a Padova) è il candidato scelto dal centro sinistra per le elezioni comunali di Cividale.

 

Le anime del centro sinistra di Cividale hanno scelto di non presentarsi con le liste immediatamente legate ai partiti. Come mai questa decisione?
“È una decisione che riflette innanzitutto la volontà di mettere al centro il nostro progetto per Cividale. Le esperienze dei partiti, cioè, sono state messe al servizio del progetto e non viceversa. In secondo luogo, la nostra volontà è stata quella di allargare il nostro perimetro politico anche alle persone deluse sia dal centrodestra che dal centrosinistra.”

Crede che la sua candidatura, visto che sarebbe la sua prima esperienza politica, sia un segnale della necessità di rinnovamento anche per l’amministrazione cittadina?
“Vorrei precisare che, eventualmente, questa sarebbe la mia prima esperienza amministrativa, ma non la prima esperienza politica in assoluto. Anzi, ho già sostenuto, da candidato consigliere, la corsa a sindaco di Massimo Martina nel 2015 e, alle regionali del 2018, a sostegno di Sergio Bolzonello. Vero è che, però, crediamo sia necessario un rinnovamento: l’abbiamo già praticato nella costruzione delle liste, solo due consiglieri su otto dell’attuale opposizione sono ora ricandidati e alle spalle hanno un solo mandato. È un rinnovamento necessario per trovare nuovi stimoli e nuove idee di cui la città ha assolutamente bisogno.”

Quali sono i punti più critici dell’attuale gestione del centrodestra che, in caso di elezione, si propone di modificare?
“In generale le amministrazioni di centrodestra hanno mostrato una mancanza di progettualità per Cividale. Una scarsa lungimiranza che, ad esempio, ha prodotto scelte urbanistiche che hanno spostato l’asse del commercio fuori dal centro storico. Il centro ha così perso il proprio bacino sia di attività commerciali sia di residenti. Noi invece ci proponiamo di agire sia con progetti di più ampio respiro, creando le condizioni per uno sviluppo turistico vero e proprio, sia avvicinando l’amministrazione comunale alle reali esigenze quotidiane dei cittadini. Prestando maggiore attenzione anche alle frazioni, spesso dimenticate dall’attuale gestione, anche in termini di manutenzioni ordinarie di strade e aree verdi pubbliche. Negli ultimi anni inoltre, la città ha perso diversi servizi e non ha più quel ruolo di centralità, di punto di riferimento anche per i comuni limitrofi che aveva in passato. Basti pensare alla perdita del Tribunale, per non parlare della situazione del Presidio ospedaliero. È una direzione che ci proponiamo di invertire.”

La questione del Presidio ospedaliero è stata certamente fra le più dibattute in città in questi ultimi mesi. Qual è la posizione del vostro schieramento sulla riforma sanitaria dell’attuale giunta regionale di centrodestra? Come giudicate la chiusura e l’imminente riapertura del Punto di primo intervento?
“La prevista riapertura del Punto di primo intervento il 16 settembre crediamo sia uno spot elettorale inaccettabile, una presa in giro per i cittadini. Se c’era la possibilità di riaprire in sicurezza si poteva farlo molto tempo fa, senza aspettare la scadenza delle amministrative.
In ogni caso, è già da inizio anno che critichiamo quanto prevede la riforma regionale per la struttura ospedaliera della città: in sostanza si chiude il reparto di medicina. Al suo posto dovrebbe aprire il reparto di geriatria, un progetto che ad oggi ha molte ombre circa il servizio che verrebbe offerto. Contro questa disposizione ci siamo battuti anche assieme al comitato per la tutela della salute delle Valli del Natisone.
L’ospedale di Cividale ha infatti una rilevanza sovracomunale, nella pianificazione della sanità non si può prendere in considerazione esclusivamente il parametro della dimensione numerica dei residenti, ma anche l’estensione del territorio su cui si deve garantire un servizio adeguato.”

Quale crede debba essere il rapporto del comune di Cividale con il territorio e i comuni delle valli del Natisone in cui ha parte delle sue radici?
“Sono convinto che debba esserci una condivisione strategica delle scelte amministrative. In questo senso, credo che la scelta di un ente di secondo livello che ha come capofila il comune di Tarcento e senza Cividale sia un passo indietro rispetto all’Uti. Sicuramente l’Unione territoriale necessitava di importanti aggiustamenti, ma aveva il pregio di mettere in collegamento territori che sono già legati da ragioni storiche, culturali ed economiche. E che, oggi, dovrebbero lavorare assieme per portare benessere ad entrambe le realtà, Cividale con le sue eccellenze storiche ed archeologiche, le valli con quelle paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche. In un rapporto paritario, cosa che probabilmente non è avvenuta in passato quando ci sono stati tentativi di prevaricazione, il beneficio sarebbe sicuramente reciproco.”

Quale apporto potrebbe dare alla città, rispetto ad adesso, la comunità linguistica slovena?
“Credo che sia indubbiamente una ricchezza in più per la città e che pertanto debba avere la giusta rilevanza. È giunto il momento di superare, finalmente, gli steccati del passato, semplicemente perché non sono più attuali. Viviamo in una realtà europea e il multilinguismo è un pregio di cui dobbiamo essere consapevoli. Già molte famiglie cividalesi l’hanno capito scegliendo per i propri figli la scuola bilingue di San Pietro. La mia generazione è cresciuta libera dai nazionalismi del ‘900 che hanno portato divisioni e spaccature là dove in precedenza, per secoli, comunità diverse hanno convissuto in maniera assolutamente pacifica.
Purtroppo, non siamo sicuri che il centrodestra la pensi allo stesso modo, visto che su questi temi alcuni esponenti di spicco del centrodestra sostengono ancora posizioni ostili e disarticolate dalla realtà, rivolte ad un passato di cui noi non abbiamo alcuna nostalgia.”

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