Cluster, bocciato il progetto Interreg

Il primo passo del cluster trasfrontaliero è stato un passo falso. Il progetto Gts (Governance trasfrontaliera strategica) per il bando del programma Interreg Italia-Slovenia (2014-2020) è stato infatti (sonoramente) bocciato dal Comitato di sorveglianza per l’attuazione del programma.

Il progetto, che aveva come lead partner la Regione Friuli Venezia Giulia e un budget complessivo di più di 840mila euro, ha infatti ottenuto, nella graduatoria pubblicata lo scorso 30 settembre, un punteggio di 21,5 (la sufficienza per l’approvazione dei progetti era fissata a 65 punti) che gli sono valsi l’ultimo posto, il 19esimo, fra quelli presentati per il bando mirato per progetti standard n. 07/2019 sull’asse prioritario 4 11 CTE. Per un raffronto, basti dire che il progetto, comunque non ammesso, che si è classificato al 18esimo posto ha ottenuto un punteggio di 51,5.

Eppure, quando a marzo di quest’anno la Regione si era presa l’incarico di partecipare al bando, il progetto GTS era stato indicato come quello in grado di dare l’avvio concreto alle attività del neonato cluster costituitosi fra i Comuni della fascia confinaria della provincia di Udine e quelli sloveni dell’alta valle dell’Isonzo. Oltre alla Regione, infatti, i partner erano il comune di Taipana (in qualità di portavoce del cluster), la Conferenza dei sindaci del Litorale Veneto, il Gal Venezia Orientale – Vegal e, sul versante sloveno, i comuni di Caporetto e Kanal ob Soči e l’agenzia di sviluppo di Tolmino.
“Con questa iniziativa – aveva dichiarato al momento della presentazione del progetto l’assessore Regionale Pierpaolo Roberti – abbiamo l’opportunità di creare un piano di sviluppo della governance nell’area transfrontaliera, con un particolare focus specifico sulle Valli del Natisone. Si tratta di un’occasione importante, perché attraverso azioni condivise e coordinate è possibile contrastare lo spopolamento, favorire la nascita di servizi transfrontalieri e promuovere le attività economiche.”

Dell’esito negativo del bando si è discusso anche nell’ultimo consiglio comunale di S. Pietro al Natisone. Discussione sollecitata da un’interrogazione dell’opposizione (presentata dal capogruppo Nino Ciccone) in cui si evidenziava la scarsa chiarezza, nell’indicazione dei soggetti partecipanti, visto che nella scheda riassuntiva fra i Comuni del lato italiano veniva indicato esplicitamente solo quello di Taipana. Claudia Pollano, consigliera di maggioranza, ha replicato che, nelle intenzioni della Regione, l’indicazione di Taipana era da intendersi come portavoce del cluster che comprende tutti i Comuni della fascia confinaria. Anche se, ha riconosciuto la consigliera, quello presentato è un “cattivo esempio di progetto europeo” che dovrebbe far riflettere il cluster sulle iniziative da intraprendere in futuro.

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