Commossi e riconoscenti, così abbiamo ricordato Bruna Dorbolò

Un solo, lungo applauso, alla fine della serata voluta dall’Istituto per la cultura slovena per ricordare Bruna Dorbolò ad un mese dalla scomparsa. Un solo, lungo applauso e tante testimonianze, spesso commosse, comunque piene di riconoscenza per una persona che ha sempre messo davanti ad ogni cosa l’amore per la sua terra, la sua cultura, la sua lingua.
La serata è iniziata proprio con la voce di Bruna che legge una sua poesia in dialetto sloveno, ‘Parvi konfin,’ registrata per un’installazione del museo SMO. È stato poi Giorgio Banchig, successore di Bruna alla presidenza dell’ISK, a tracciare un suo profilo: “Le sue principali qualità – ha tra l’altro detto – erano la sua forza interiore, il suo coraggio e la sua determinazione, che l’hanno aiutata a superare le grandi difficoltà che ha dovuto incontrare nella sua vita, superare anche le contrarietà quando era necessario pretendere i giusti diritti per la nostra comunità, appellarsi alle autorità che non permettevano che gli sloveni della Benecia avessero gli stessi diritti degli altri sloveni della nostra regione.” È seguito l’intervento del sindaco di S. Pietro, Mariano Zufferli, poi quelli di Zdravko Likar, Giuseppe Blasetig, Giuseppe Chiabudini, Piergiorgio Domenis, Renzo Rucli, Marko Kravos (le sue parole sono state lette da Marina Cernetig, Lidia Zabrieszach, Donatella Ruttar, Živa Gruden e Jole Namor. Estratti di alcuni testi di Bruna sono stati letti da Manuela Cicigoi, Cecilia Blasutig, Anna Iussa, Andreina Trusgnach e Claudia Salamant.
Gli interventi musicali sono stati del coro Fajnabanda diretto da Davide Clodig e della flautista Orsola Banelli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.