L’intervento di Antonio Comugnaro, presidente della Comunità di montagna del Natisone e Torre è stato ovviamente incentrato sull’ormai prossimo primo passo per la costituzione del Gect (Gruppo europeo di cooperazione territoriale) Alpi Giulie che interesserà i Comuni della Benecia, di Resia e della Val Canale, oltre a Cividale e Prepotto, da una parte, e quelli dell’Alta valle dell’Isonzo dall’altra. “Per questo strumento fondamentale abbiamo lavorato con tenacia nell’anno appena trascorso – ha rimarcato – e ora sono felice di annunciare che sabato 17 gennaio a Kobarid firmeremo la lettera di intenti per la sua costituzione, l’auspicio è che si possa arrivare in alcuni mesi all’effettiva nascita del Gect. Anche perché sul nostro versante abbiamo il supporto della presidenza del Consiglio dei ministri e della Regione, sul versante sloveno possiamo contare sul sostegno del vicepremier Matej Arčon”. Comugnaro ha quindi sottolineato come l’idea sia stata lanciata proprio da Arčon (che è anche ministro per gli sloveni nel mondo) in una sua visita nella Val Canale, idea poi confermata a San Pietro al Natisone.
“Questo progetto, se realizzato secondo i nostri auspici segnerà una svolta storica per il nostro territorio” ha proseguito Comugnaro, che ha ringraziato chi ha collaborato alle varie fasi di avvicinamento al Gect, con un grazie particolare a Zdravko Likar, ex prefetto di Tolmino “che già nel marzo 2010 affermò la necessità che i Comuni della Benecia e del Posočje avrebbero dovuto unirsi in un Gect”. Uno strumento che “offre valore aggiunto e concreto ai territorio trasfrontalieri, garantendo cooperazione stabile e istituzionale non legata a singoli progetti, gestione di servizi e azioni congiunte, capacità di attrarre finanziamenti europei come soggetto diretto, integrazione di territori che condividono sfide e opportunità simili, governance transfrontaliera moderna orientata alla sostenibilità e all’innovazione.”
Non più confine come separazione, dunque, ma come “ponte, luogo di incontro. I nostri territori sono ricchi di storia, cultura e natura, ma anche periferici. Le sfide comuni che il Gect permette di affrontare insieme saranno lo spopolamento, la coesione sociale, l’economia locale e la mobilità, questo attraverso il turismo lento e rispettoso, l’agricoltura di qualità, la biodiversità, la formazione dei giovani per una vita senza confini.” La conclusione di Comugnaro è stata decisamente ottimista: “Camminando insieme andremo lontano, noi, i nostri figli e i figli dei nostri figli. Le nostre valli vivranno delle bellezze naturali e culturali di cui sono ricche.”







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