Da sabato 3 a venerdì 9 maggio un gruppo di 12 camminatori tedeschi ha attraversato da cima a fondo le nostre Valli, rimanendo incantato dagli angoli magici e inaspettati  scoperti a ogni passo. Anima di tutto ciò è il giornalista tedesco Gerhard Fitzthum, firma della Frankfurter Allgemeine Zeitung  e del prestigioso settimanale ‘Die Zeit’, con la sua agenzia di viaggi ‘Tcen’ (si scrive così, ma si legge ‘zen’), che propone esclusivamente viaggi a piedi. È dal 2009 che ormai Fitzthum organizza ogni anno questo viaggio (con una sola interruzione nel 2013), basandosi sull’itinerario pubblicato nella guida dell’Università di Klagenfurt ‘Le ultime valli’ (Forum editore), libro che sta portando nelle Valli da oltralpe un flusso escursionistico piccolo ma costante di persone molto attente ai valori storici, antropologici e paesaggistici del territorio. Anche il gruppo 2014, che ho conosciuto da vicino per averlo accompagnato durante la giornata più impegnativa (Topolò-Laze-Kolovrat-Solarie-Clabuzzaro-valle dello Iudrio-Tribil di Sopra), non fa eccezione a questo profilo: provenienti da tutta la Germania, da Amburgo a Monaco passando per Dortmund, Bielefeld, Marburg e Norimberga, i partecipanti erano persone di buona levatura culturale e al tempo stesso appassionati di attività nella natura.nemci
Credo sia interessante per i lettori del Novi Matajur sapere che il gruppo era composto da una storica dell’arte, un sociologo, una restauratrice e corista, una scultrice, due medici, un architetto, un agente immobiliare, una farmacista, un’impiegata e una grafica, più naturalmente la guida Gerhard Fitzthum, vero fulcro della situazione. Infatti è solo grazie alla sua presenza e al suo impegno, al suo credere profondamente nel valore culturale di un giro attraverso le Valli del Natisone, che questo progetto si è concretizzato: come ho potuto constatare anche negli anni passati, chi si iscrive a questo viaggio lo fa non perché conosca già, almeno per sentito dire, il nostro territorio (le valli sono delle belle sconosciute), ma perché è un cliente ormai fidelizzato di Fitzthum e ne segue le proposte anche inconsuete come un marchio di garanzia. Degli undici camminatori infatti tutti erano stati già almeno 3 o 4 volte a spasso per le Alpi con lui. Loro stessi ammettono  che senza ‘Tcen’ (acronimo di ‘tra natura e cultura’) non avrebbero mai potuto conoscere questi nostri paesi situati quasi ‘am Ende der Welt’ (alla fine del mondo), nel ‘Selvaggio Est’ dell’Italia.
Le tappe del viaggio sono state Pulfero,  il Rifugio Pelizzo,  Topolò,  Tribil di Sopra, Castelmonte e Cividale: anche la varietà delle sistemazioni, dall’albergo dotato di ogni comfort al rifugio di montagna, sono molto piaciute e hanno soddisfatto il desiderio di molti di dormire ogni sera in un posto diverso. Topolò è forse il paese che ha più colpito la fantasia dei partecipanti, anche grazie alla scoperta delle molte installazioni artistiche. All’osteria di Clabuzzaro il gruppo è stato accolto con gran disponibilità nonostante fosse il giorno di riposo e gli intirizziti viandanti hanno trovato anche la stufa accesa solo per loro.
A trekking concluso, davanti a un buon bicchiere di vino a Cividale, ho avuto modo di chiedere a ciascun partecipante un’impressione conclusiva. Eccole qua in ordine sparso: la bellezza dei luoghi “meravigliosamente selvaggi”; l’interesse per i piccoli borghi affascinanti anche se ormai silenziosi; il buon cibo; i luoghi ricchi di storia, soprattutto della Prima Guerra Mondiale; la sensazione di capire meglio una regione spostandosi a piedi; il continuo concerto degli uccelli; le salamandre che attraversano il sentiero vicino allo Iudrio dopo la pioggia (per fortuna l’unica di tutta la settimana); il silenzio che permette la riflessione; il fascino  dei corsi d’acqua e, incredibile ma vero… i  bagni nel Natisone!
Una piccola considerazione a margine si impone: i viaggiatori a piedi che dalla Germania intraprendono il giro delle valli accollandosi un lungo tragitto per arrivare fino da noi, sono stati finora portati solo dall’agenzia ‘Tcen’. Ma che succederebbe se quest’unico canale si interrompesse?
Non sarebbe forse il caso di pensare a come creare più canali alternativi per raggiungere  coloro che – in paesi dove i viaggiatori alla ricerca di nuove mete sono tanti – forse non aspettano altro che uno spunto per scoprire le valli del Natisone e tutte le loro attrattive segrete?
Antonietta Spizzo