Dall’associazione fondiaria alla cooperativa di comunità

“Contrastiamo l’abbandono del territorio e valorizziamo il paesaggio identitario delle Valli del Natisone.” È la ‘mission’ del nuovo progetto dell’Associazione fondiaria Valle dell’Erbezzo. pensato sul medio periodo e frutto della partecipazione di diversi portatori di interesse. Definisce, da qui al 2026, obiettivi generali, specifici, e per ciascuno di questi i risultati attesi e le proposte da intraprendere per raggiungerli. E sulla base del progetto poi avverrà la ricerca dei canali di finanziamento. È una vera e propria inversione del paradigma ‘del contributo’ la pianificazione 2021-2026 approvata dall’assemblea dei soci dell’Asfo Erbezzo – moderatore Marco Virgilio – lo scorso 23 marzo che si è tenuta in via telematica.

 

L’intervento di Zannier

Sul progetto, illustrato dal sindaco di Stregna Luca Postregna, il sodalizio ha già ottenuto il pieno sostegno dell’assessore regionale alle risorse agroalimentari, forestali e ittiche e alla montagna Stefano Zannier. Intervenuto durante la discussione, Zannier ha infatti annunciato di avere “già pronto il testo della legge” che disciplinerà istituzione e funzionamento delle cooperative di comunità. Si parla di cooperative di comunità, con la definizione tratta dal Report del 2016 curato dal Ministero per lo sviluppo economico, quando in un “territorio in condizioni di vulnerabilità e di un fabbisogno specifico, capace di generare anche un’opportunità imprenditoriale, espresso da una comunità reale si sviluppa una attività economica finalizzata al perseguimento dello sviluppo comunitario e della massimizzazione del benessere collettivo (non solo dei soci) e non a quello della massimizzazione del profitto”. Facile intuire che, quindi, le cooperative di comunità sarebbero uno strumento perfettamente adeguato alla realtà di tutta la fascia confinaria della ex Provincia di Udine.
Altro elemento su cui Zannier ha garantito un impegno immediato della Regione è quello del sostegno e rilancio della castanicoltura. Arriverà a breve all’esame della commissione consiliare e poi a quello dell’aula, la modifica alla legge 10/2010 che amplierà il potenziale bacino di recupero dei terreni incolti anche ai castagneti e in generale alle colture arboree.

Proprio la valorizzazione della coltura (e cultura) del castagno – ha spiegato Postregna illustrando il progetto – è infatti uno degli obiettivi specifici che si propone di realizzare l’Asfo Erbezzo nel prossimo quinquennio. Sia recuperando castagneti storici, sia con la realizzazione di nuovi impianti castanili a frutteto moderno. Fra gli altri obiettivi dell’associazione con l’orizzonte del 2026 c’è il potenziamento della filiera zootecnica e, quindi, oltre alla prosecuzione del percorso di trasformazione dei terreni incolti in pascolo, c’è la volontà di attrarre imprese zootecniche e di trasformazione casearia e realizzazione di infrastrutture per le attività pascolive e di
produzione di altri prodotti agricoli. Fra i nuovi obiettivi dell’Asfo Erbezzo, c’è anche la cura dei terrazzamenti (su questo è arrivato il suggerimento di Zannier ad attingere ai fondi per il contrasto al dissesto idrogeologico) e la valorizzazione del bosco, non solo nell’ottica di produzione di legname.

La realizzazione del progetto, ha spiegato Ivana Bassi dell’Università di Udine, è stata resa possibile grazie al ricorso ad un percorso partecipato che ha coinvolto tutti i portatori di interesse (fra cui la stessa università) e che, con una serie di tavoli fra dicembre 2020 e gennaio di quest’anno, ha individuato debolezze e punti di forza del territorio, i problemi e le possibili soluzioni.
Anche se, ha evidenziato concludendo la sua presentazione Postregna, il limite del progetto stesso è proprio la ridotta dimensione territoriale.

L’Asfo vuole espandersianche agli altri Comuni

L’idea dell’Asfo Erbezzo sarebbe infatti quella di espandersi anche ad altri comuni delle Valli del Natisone. Su questo punto, ha mostrato un certo scetticismo Eliana Fabello, sindaca di Grimacco, che, pur esprimendo sincero apprezzamento per l’iniziativa, ha lanciato una sorta di grido d’allarme per la strutturale carenza di personale del comune che, con un solo dipendente, fatica ad elaborare progetti di così ampio respiro. Cesare Pinatto, vicesindaco di San Pietro al Natisone, ha affermato di essersi interessato recentemente all’iniziativa nata a Stregna. Essendo consapevole della centralità, nel territorio valligiano, del suo comune, che è il più grande e strutturato, ha ribadito di voler verificare le possibilità di una più stretta collaborazione. Sono già in fase avanzata invece i contatti fra l’associazione e l’amministrazione di Drenchia, come ha ribadito anche il sindaco Francesco Romanut in assemblea.

In ogni caso, secondo Antonio Zambon, Club Arc Alpin, che ha partecipato ai tavoli di lavoro dell’Asfo Erbezzo, il progetto risponde ai principi della Convenzione delle Alpi, e ha il pregio di voler valorizzare un territorio che è plurilingue.

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