Differenziata, i Comuni della Benecia tra quelli ‘non ricicloni’

Raccolta differenziata superiore al 65% e meno di 75 chilogrammi di rifiuto secco residuo per abitante nel 2019. Sono questi i parametri che rendono un Comune ‘Rifiuti Free” e che gli aggiudicano il premio di Legambiente nell’ambito del concorso regiona le Comuni Ricicloni 2020.
In tutta la regione sono 56 i Comuni premiati, divisi per ex provincia e in tre categorie a seconda del numero di abitanti. Tra questi non figurano Comuni della fascia confinaria, mentre l’unico Comune vicino, quello di Premariacco, ha ottenuto il terzo posto con l’82,9% di raccolta differenziata e un pro capite di secco residuo di 44,9 kg per abitante (in vetta alla classifica c’è San Vito di Fagagna con l’86,8% di raccolta differenziata).
Il primo dei Comuni della Benecia è quello di Lusevera (37º nella provincia di Udine) con il 72,1% di raccolta differenziata, in leggera diminuzione rispetto al 2018 e un pro capite di secco residuo di 86,9 kg per abitante. Seguono San Leonardo (69,9%; 91,9 kg/abitante), Taipana (66,8%; 103,0 kg/abitante) e Resia (66,1%; 140,2 kg/abitante). La maggior parte dei nostri Comuni in ogni caso appare nella non proprio gratificante classifica dei Comuni ‘non ricicloni’ redatta da Legambiente, sempre sui dati riferiti al 2019.
Vi fanno parte Cividale (62,2% di raccolta differenziata), Drenchia (30,1%), Grimacco (44,4%), Prepotto (35,3%), Pulfero (55,1%), San Pietro al Natisone (62,6%), Savogna (36,9%), Stregna (41,7%) e Torreano (38,1%).
Insomma, ci sono margini di miglioramento, in una regione, fa sapere Legambiente, che è tra le più virtuose nella gestione dei rifiuti urbani e che nel 2016 ha superato la soglia di legge del 65% di raccolta differenziata, raggiungendo il 68,72% nel 2019.
Cosa si può fare? Legambiente conferma alcuni approcci di base e chiede di rinforzare il piano regionale della prevenzione dei rifiuti (l’obiettivo fissato nella normativa regionale di riduzione del 20% la produzione di rifiuti procapite al 2024 rispetto ai dati 2015 sembra fuori portata senza un cambio di passo), chiudere i cicli e favorire l’uso di beni realizzati con materiali riciclati e, per quanto riguarda le aree interne e i piccoli Comuni, la necessità di sperimentare modelli di gestione più ‘leggeri’, anche attraverso il coinvolgimento dei cittadini e la restituzione concreta di risorse alla comunità coinvolte.

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