In questi giorni a Ravanca/Prato di Resia è stato aperto un cantiere. Si tratta dei lavori di sistemazione di Via Roma ovvero il tratto di strada che dal municipio arriva alla piazza, il cui manto stradale è composto da blocchetti in porfido. All’inizio del cantiere, com’è consuetudine, è apposto al pubblico un tabellone con tutti i dati relativi all’opera.
L’occhio scorre fino alle ultime righe. I lavori sono coperti, in parte, anche dai fondi previsti dalla legge regionale n.ro 26/2007 che, si sa, fa riferimento (anche i fondi) alla legge nazionale n.ro 38/2001 che reca norme a tutela della minoranza linguistica slovena.
La stessa legge, tra le altre cose, dà la possibilità di insegnare il resiano a Resia, dà contributi al Comune e alle aziende, permette la toponomastica bilingue e dà la possibilità a privati cittadini di avere documenti personali (carta d’identità) bilingui.
Tutto normale e ovvio, se non ci fosse stato quell’ambaradan negli ultimi anni su questo tema.
Ho pensato: ironia della sorte. Siamo prossimi alle elezioni, il tema della minoranza slovena, che è stato il cavallo di battaglia nelle precedenti  elezioni comunali – con tutto ciò che ha portato! -, appare con tutta normalità in questo cartellone. Il cantiere è aperto… nessuno protesta.
Il mio pensiero va agli amministratori che a suo tempo avevano chiesto l’applicazione di queste leggi di tutela anche al territorio di Resia; amministratori che furono fortemente criticati – e non solo loro. resia_fondi
E ora ecco che queste leggi si usano – e lo si è fatto in tutti questi anni – e lo si manifesta nella via principale di Resia, senza problemi, senza proteste, come una cosa ovvia a ridosso delle elezioni comunali.
Non resta che dire: “chapeau” agli amministratori comunali di allora (4 della minoranza e 1 della maggioranza) – in particolare al capogruppo di minoranza – che con responsabilità chiesero l’applicazione di queste leggi anche al nostro comune perché è grazie a loro se possiamo continuare a mantenere la nostra “resianità” (attività nelle scuole di Resia, tabelle bilingui, contributi alle associazioni, al Comune e alle aziende, sportello linguistico nelle ex-scuole di Stolvizza, etc…)
Come si usa dire: il tempo è galantuomo.