Domenis attacca Melissa, sfida su numeri e progetti con vista sulle elezioni comunali

È il quorum del 50% degli aventi diritto al voto (356 elettori) l’unico avversario di Camillo Melissa che, nelle elezioni del 26 maggio, cerca la riconferma per un secondo mandato da sindaco di Pulfero. Ma nel comune valligiano è comunque in corso una campagna elettorale sui generis. Ad accenderla è stato il capogruppo dell’opposizione Piergiorgio Domenis, già sindaco per tre mandati fino al 2014. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale Domenis ha infatti criticato quello che ritiene esser stato l’immobilismo dell’amministrazione Melissa in questi cinque anni di mandato.

Durante la riunione Domenis ha evidenziato le mancate progettazioni europee, gli scarsi investimenti sulla promozione turistica, sulla viabilità e sulle opere pubbliche. Gli interventi realizzati in questo quinquennio, ha aggiunto, erano stati per lo più avviati durante il suo ultimo mandato.
Domenis, le cui parole sono state riprese anche dal quotidiano locale, ha contestualmente dichiarato di essere pronto a tornare in campo alle prossime elezioni visto che in questo 2019 un grave incidente (da cui si è ora ripreso) gli ha impedito di formare una lista.
Non si è fatta attendere la replica di Melissa affidata ad una nota che ha inviato al nostro settimanale ma che già nei giorni scorsi è circolata sui social network.

“In questi cinque anni – ha scritto Melissa – l’amministrazione che ho avuto l’onore di guidare ha realizzato più opere, interventi e manifestazioni di quanto fatto in 15 anni dall’ex sindaco Domenis”.
Ha rivendicato quindi il milione e mezzo speso per la viabilità e la riqualificazione di diverse borgate del comune nonché la realizzazione di “significativi interventi come i parcheggi di Brischis, la piazza di Tarcetta, la pista forestale sul Monte Mia, il rifacimento dell’impianto di riscaldamento della scuola dell’infanzia, l’arredo dell’ex scuola di Montefosca, ristrutturazione del campeggio, sostituzione di barriere stradali, sistemazione della Lastra di Biacis, recupero di terreni incolti, riqualificazione del campo sportivo, realizzazione, arredo e avvio del centro di aggregazione per la prima infanzia.”
Ha rimarcato poi le manifestazioni culturali, il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti, l’incremento dei visitatori della Grotta di Antro e il progetto per la ciclabile Loch – confine di Stato. Mentre ha sottolineato come da un lato abbia ereditato dall’amministrazione Domenis “conti disastrati” e la mancata chiusura del bilancio 2014.

Letta la nota pubblica di Melissa però Domenis ha snocciolato alcuni numeri: “Gli investimenti che ha fatto l’amministrazione uscente, per iniziative avviate in questi cinque anni sono di appena 191.203 euro all’anno. Queste le cifre, scarsissime, della gestione. Buona parte delle opere citate nella nota circolata in questi giorni infatti si riferiscono a iniziative intraprese durante il mio ultimo mandato: la messa in sicurezza di Loch, i lavori e i parcheggi a Brischis, la riqualificazione del centro sportivo e gli interventi sull’illuminazione pubblica. Altri fondi poi semplicemente non sono stati nemmeno in grado di spenderli come quelli di indennizzo per i danni della galaverna del 2014.
Restituiti alla Regione 34.500 euro (su 39mila complessivi) messi a disposizione dalla giunta regionale per la progettazione europea. Nel frattempo il personale degli uffici si è ridotto all’osso.”

“Anche lo sbandierato incremento dei visitatori della Grotta di Antro – ribadisce Domenis – è stato determinato dagli investimenti sul sito e dalla promozione che abbiamo realizzato durante il mio mandato, mentre su associazioni e manifestazioni i cittadini avranno notato senz’altro molto di più la “sparizione”della Pro-loco e la soppressione della tradizionale festa sul Natisone”.
Circa il progetto della ciclabile Domenis si dice dubbioso: “I lavori dovevano partire a settembre ma ancora non abbiamo visto nulla”. Rispedisce al mittente infine le accuse sui “conti disastrati” visto che, afferma, “abbiamo lasciato un utile di 145mila euro e il bilancio del 2014 non l’abbiamo approvato semplicemente per i ritardi della Regione che infatti ha prorogato il termine fino all’agosto successivo”.

Sullo sfondo quindi resta l’ipotesi del commissariamento che, ricordiamo, nel caso non si raggiungesse il quorum durerebbe fino alla prima data utile per indire nuove elezioni e quindi, al massimo, fino alla primavera del 2020.
A domanda precisa Domenis ammette: “Personalmente il 26 maggio andrò al seggio a votare per le elezioni europee, ma non ritirerò la scheda per le comunali”.

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