tabla_pokrajinaLa posa della tabella quadrilingue sulla sede della Provincia a Udine – l’ha ricordato lo stesso presidente Pietro Fontanini durante la cerimonia ufficiale di scopritura – si deve soprattutto alla lunga battaglia condotta dal consigliere provinciale delle valli del Natisone Fabrizio Dorbolò, eletto con Sinistra ecologia e libertà. Dorbolò, nell’intervista che pubblichiamo di seguito, non nasconde la propria soddisfazione per un esito che definisce “certamente sofferto, ma comunque un riconoscimento importante, sebbene tardivo, per tutte le comunità linguistiche del territorio provinciale. Un segno che, su certi temi, i tempi stanno cambiando.”

Cos’è successo, quindi, all’interno della maggioranza di centrodestra oggi rispetto a due anni fa, quando la sua prima proposta per la denominazione dell’ente anche in sloveno e tedesco (oltre a friulano e italiano già presenti) venne bocciata in Consiglio? “Effettivamente su questo tema siamo partiti male. Ricordo allora le dichiarazioni del presidente – che oggi invece ringrazio – e dei consiglieri della Lega nord sulla ‘maggioranza friulanofona della provincia’ per cui, in sostanza, le altre minoranze linguistiche si sarebbero dovute adeguare. Già allora però, voglio ricordare, avevo il sostegno del gruppo del Pd e del consigliere Federico Simeoni. Credo che la svolta sia arrivata quando, a seguito di quel primo voto, il gruppo dei Mladi Benečani, ha fatto quell’azione di pulizia delle tabelle imbrattate nelle valli del Natisone. Dopo quel gesto, quando i ragazzi hanno ripulito tutte le scritte coperte, in sloveno, italiano e friulano, e sono stati poi invitati ad un incontro con Fontanini a Palazzo Belgrado, le ‘trattative’ con i capigruppo di maggioranza e lo stesso presidente, sono diventate più semplici.”

Crede quindi che, anche alla luce del documento sottoscritto da tanti sindaci delle valli del Natisone in cui – a proposito della riforma degli enti locali – si cita la legge di tutela della minoranza slovena qualcosa stia cambiando nel centrodestra su questi temi? “Penso che potremmo essere di fronte a una svolta storica nel nostro panorama politico. Anche le forze politiche in passato più ostili al riconoscimento della minoranza slovena si stanno rendendo conto che questa non solo è effettivamente presente storicamente, ma può essere anche un’opportunità per tutti noi. Su questo argomento, quindi, auspico una sempre più ampia unità politica, proprio come pare stia avvenendo sul documento riguardo l’Uti promosso in primis dal sindaco di S. Pietro al Natisone.”

È inevitabile che qualcuno abbia sottolineato come la posa della tabella sia quantomeno tardiva visto che la Provincia di Udine sta per chiudere i battenti… “È del tutto evidente che questa scelta, che continuo a ritenere comunque sacrosanta per i diritti delle comunità slovena e germanofona, avvenga quasi fuori tempo massimo. Il ritardo di oltre un anno e mezzo rispetto all’assenso dato dal Consiglio provinciale (avvenuto il 30 gennaio 2015, ndr.) si spiega con la lunga trattativa intavolata fra la Provincia e la Sovrintendenza circa le dimensioni della tabella da apporre sull’edificio. Io penso sia comunque un riconoscimento storico: con questo piccolo gesto la Provincia ha dimostrato di considerare le comunità slovena e germanofona come ugualmente meritevoli di considerazione rispetto alle altre. E, sono sicuro, la tabella resterà lì, a memoria di questo riconoscimento, qualsiasi dovesse essere la destinazione di Palazzo Belgrado.”