Dal 1º gennaio 2019 scatterà l’obbligatorietà della fatturazione elettronica nei i rapporti tra fornitori e tra fornitori e consumatori. La gran parte delle aziende italiane dovrebbe quindi abbandonare del tutto la fattura cartacea. Le regole sono ancora in fase di ridefinizione, dopo le criticità rilevate recentemente dal Garante Privacy. Per risolverle e rendere sicuro l’invio digitale dei dati è stato istituito un tavolo tecnico tra il Garante e l’Agenzia delle Entrate.

Per avere lumi su una novità importante per tantissime aziende anche delle Valli del Natisone e del Cividalese ci siamo rivolti a Roberto Cedron  che a Cividale è consulente del lavoro per la Servis, azienda di servizi dell’Unione regionale economica slovena (pubblichiamo una parte dell’intervista dall’edizione cartacea del 21 novembre).

Cerchiamo intanto di capire: chi sarà obbligato a emettere una fattura elettronica dal prossimo 1º gennaio?
“Tutte le aziende tranne quelle agricole e i soggetti a regime forfettario, cioè chi ha volumi d’affari minimi”.

Chi invece dovrà emettere fatture elettroniche cosa deve fare?
“Deve dotarsi di un software che genera un file in formato xml. La fattura viene inviata tramite questo software al sistema di interscambio dell’Agenzia delle entrate, che poi la fa arrivare al destinatario.”

L’azienda come può ottenere questo software?
“L’Agenzia delle entrate ne mette a disposizione uno gratuito. Ma occorre dire che è molto complicato, quindi ci sono ditte specializzate che propongono di acquistarlo. Noi come Servis mettiamo a disposizione dei nostri clienti un software gratuito, che permette di monitorare la fattura sia in entrata che in uscita.”

Questo sistema voluto dall’Agenzia delle entrate vorrebbe portare ad una semplificazione dei rapporti tra le aziende. Sarà così?
“Posso dire che fino ad ora ho partecipato a una cinquantina di incontri con le aziende per presentare questa novità. Ci sono quelli agili che non hanno problemi ma anche persone, soprattutto anziane, che mi hanno detto: così chiudo. Tutto questo poi dovrebbe servire per combattere il lavoro in nero…”