brischisLa riforma degli enti locali che sta faticosamente attuando la Regione ha ravvivato nelle valli del Natisone il dibattito sulla fusione dei sette municipi in un unico comune.
La nuova riflessione sul tema è stata in qualche modo ‘imposta’ dalla circolare dello scorso luglio nella quale l’assessore regionale alle Autonomie locali, Paolo Panontin, fissava per il 15 settembre il primo termine entro il quale tutti i soggetti interessati avrebbero potuto avanzare proposte per la stesura del Piano annuale delle fusioni.
Uno strumento – introdotto dalla stessa legge di riforma degli enti locali – con cui l’amministrazione regionale, sentiti i territori, proporrà in maniera organica un percorso (l’ultima voce in capitolo l’avranno in ogni caso i cittadini che si esprimeranno con gli eventuali referendum) per ridurre il numero dei municipi.
Ad oggi però nonostante alcune prese di posizioni favorevoli (come quella del consigliere provinciale valligiano Fabrizio Dorbolò) fra i sindaci dei comuni interessati pare prevalere una certa freddezza. Complice, in qualche modo, anche la bocciatura della bozza di statuto dell’Unione intercomunale del Natisone (il pezzo forte della riforma). Per la fumata nera sullo statuto infatti si sono rivelati decisivi proprio i voti contrari di quattro sindaci valligiani fra quelli che contro il riordino regionale avevano già presentato ricorso al Tar: San Pietro, San Leonardo, Pulfero e Grimacco.
In attesa dell’arrivo del commissario nominato dalla Regione, che avrà il compito di redigere la carta fondamentale del nuovo ente infatti, il tema della fusione sembrerebbe nuovamente rinviato a data da destinarsi. Soprattutto secondo i sindaci del fronte del ‘no’ alla riforma.
Spiega ad esempio Camillo Melissa, sindaco di Pulfero: “Al momento non ci sono le condizioni per parlare di una fusione fra i nostri comuni. Personalmente non sarei completamente contrario all’idea di un comune unico per le valli del Natisone, ma è un’ipotesi che verificheremo a tempo debito. Prima è necessario chiarire quale sarà l’iter della riforma sulle Uti e verificare quale sarà l’esito del nostro ricorso al Tar contro questa legge che non abbiamo condiviso fin dall’inizio. Per questo fra noi sindaci non ci siamo neppure ancora confrontati sul tema delle fusioni e, mi sento di poter affermare, non formuleremo nessuna proposta comune in tal senso nei termini indicati dall’assessore Panontin.”
Più probabile invece che la proposta dell’istituzione di un unico ‘comune del Natisone’ possa giungere dagli amministratori valligiani che fanno riferimento al campo del centro-sinistra. È infatti previsto per questa sera, mercoledì 2 settembre a San Pietro, un incontro in cui si discuterà di questa possibilità.