“Per consentire l’attuazione di interventi volti allo sviluppo dei territori dei comuni della provincia di Udine compresi nelle comunità montane del Canal del Ferro – Val Canale, Valli del Torre e Valli del Natisone, nei quali è storicamente insediata la minoranza slovena, a decorrere dall’anno 2001 lo Stato assegna alla regione Friuli-Venezia Giulia un contributo annuo pari a lire 1.000 milioni.” È il terzo comma dell’articolo 21 della legge 38/2001 che tutela la minoranza linguistica slovena in Italia. Mentre sul capitolo dei fondi che lo Stato devolve a organizzazioni e associazioni slovene  (anche in Provincia di Udine) i cittadini sono sempre stati adeguatamente informati dagli organi di stampa locali, anche – e in primis – dalla nostra testata, poco si sa di come in quasi quindici anni di tutela sia stato gestito l’annuale miliardo di vecchie lire destinato allo “sviluppo del territorio” della provincia di Udine.
Fino al 2009 l’intera somma, inglobata nel Fondo montagna, veniva spartita direttamente tra le Comunità montane dei territori in cui è “storicamente insediata la minoranza slovena”, che ne devolvevano poi gran parte ai Comuni.legna
Il denaro, di fatto, veniva quindi gestito direttamente dagli enti in questione. Tra il 2003 e il 2005 nelle sole Valli del Natisone e del Torre sono stati finanziati progetti per 1 milione e 34 mila euro: più di 623mila nelle Valli del Natisone, 411 in quelle del Torre.
Con risultati rivelatisi poi spesso non rispondenti alla disposizione e alla volontà del legislatore, sono stati eseguiti lavori di manutenzione di strade, campi di calcetto, di edifici comunali.
A titolo di esempio, il Comune di San Leonardo, guidato dall’allora sindaco Sibau (ora consigliere regionale e convinto sostenitore della teoria del nediško) ha utilizzato, attingendo a questo capitolo di investimenti, più di 100 mila euro (101.236,10 per la precisione). Le opere finanziate “per lo sviluppo del territorio” sono state: il completamento della manutenzione straordinaria del fabbricato di Dolegna destinato a diventare un Centro di aggregazione giovanile ma a tutt’oggi inutilizzato, la sistemazione dei muri perimetrali degli edifici scolastici di Merso superiore e la sistemazione della passerella nella frazione di Osgnetto. Ma i casi simili (con qualche eccezione) sono stati tutt’altro che rari. Per questioni di spazio pubblicheremo il resoconto di altri interventi nelle prossime uscite del giornale.
Il sistema ha funzionato in questo modo fino al 2010, anno in cui, su sollecitazione delle associazioni slovene (in particolare della Kmečka zveza di Cividale) e tramite un bando predisposto dalla Comunità montana, una parte consistente del finanziamento dell’articolo 21 è stato destinato direttamente agli imprenditori agricoli che operano nel territorio dei Comuni in cui vige la tutela della minoranza linguistica. Operazione resa possibile dalle precisazioni che sull’articolo 21 della legge dello Stato ha portato la normativa regionale (con la legge 26/2007) in cui si stabilisce (al secondo comma dell’articolo 20) che “le comunità montane ivi indicate possono erogare contributi alle piccole e medie imprese che esercitano attività produttive”.
Nel bando del 2010, coerentemente con le diposizioni della normativa generale, si prevedeva che sarebbe stato assegnato un punteggio di 20 punti ‘extra’ agli imprenditori che si sarebbero dichiarati appartenenti al gruppo linguistico sloveno. Consentendo così di scalare la graduatoria finale. Inutile dire che la stragrande maggioranza dei richiedenti si è dichiarata dunque slovena.
Alla fine sono risultate idonee 88 domande di contributo. E quest’anno, grazie ai fondi del 2014 dell’articolo 21 – per tre anni consecutivi destinati alle domande degli agricoltori – , verranno finanziate tutte le richieste (salvo i casi di quanti hanno rinunciato), ciascuna fino a un massimo di 12 mila euro ciascuna.
Pubblichiamo di seguito (e anche in questo caso proseguiremo nelle prossime uscite) la prima metà dei nomi degli imprenditori, il comune dove ha sede la loro azienda e l’entità del finanziamento ottenuto: Alessandro Dosmo (Lusevera) 12.000,00 euro; Alessia Berra (Taipana) 12.000,00 euro; Rosangela Davanzo (Torreano) 7.320,00 euro; Luca Pantanali (Faedis) 12.000,00 euro; Božica Črnec (Savogna) 6.672,00 euro; Azienda agricola Al Mulino (San Leonardo) 12.000,00 euro; Gianni Vogrig (San Leonardo) 12.000,00 euro; Giorgetta Birtig (San Pietro) 4.871,50 euro; Luigi De Angelis (Prepotto) 5.232,36 euro; Denisa Ferino (San Leonardo) 12.000,00 euro; Gianni Jurman (Grimacco) 12.000,00 euro; Liliana Stulin (Stregna) 3.325,20 euro; Tiziano Carlig (Savogna) 12.000,00 euro; Fabiola Iuretig (Pulfero) 2.048,00 euro; Giordano Snidaro (San Pietro) 1.757,38 euro; Michele Sibau (San Leonardo) 2.550,00 euro; Adriana Laurencig (San Leonardo) 3.600,00 euro; Andrea Venturini (San Pietro) 12.000,00 euro; Giuseppe Specogna (Pulfero) 12.000,00 euro; Luigino Castellano (Torreano) 12.000,00 euro; Danilo Dorbolò (San Pietro) 12.000,00 euro; Daniele Tropina (San Pietro) 2.880,00 euro; Ai Faris (Attimis) 8.851,96 euro; Mario Midun (Prepotto) 11.258,66 euro; Vojko Balbi (San Pietro) 12.000,00 euro; Antonella Floreancig (Stregna) 3.542,40 euro; Mauro Pierigh (Pulfero) 11.786,74 euro; Eros Vassalli (Lusevera) 3.600,00 euro; Antonio Zaro (Faedis) 9.870,00 euro; Claudio Macorig (Torreano) 7.140,00 euro; Maurizio Pitassi (Pulfero) 12.000,00 euro; Roberto Duriava (Stregna) 12.000,00 euro; Maurizio Marinig (Prepotto) 11.940,00 euro; Alessandro Dugaro (San Leonardo) 6.510,00 euro; Lino Bordon (Prepotto) 11.940,00 euro; Marco Tomasetig (San Leonardo) 12.000,00 euro; Michele Sirch (Prepotto) 11.340,00 euro; Antonio Dugaro (San Leonardo) 12.000,00 euro; Andrea Oviszach (San Leonardo) 8.800,50 euro; Walter Chiacig (San Leonardo) 12.000,00 euro; Carlo Bevilacqua (San Pietro) 12.000,00 euro; Federica Cescutti (Pulfero) 12.000,00 euro; Marino Predan (Stregna) 12.000,00 euro; Coop.Prati G. Monte (Taipana) 12.000,00 euro. (1 – continua)