Il Parco delle Prealpi Giulie potrebbe diventare nel 2019 Riserva della Biosfera MAB Unesco. Si tratta di un riconoscimento che l’Unesco conferisce nell’ambito del programma scientifico intergovernativo Man and the Biosphere (L’uomo e la biosfera), avviato nel 1971, a quei territori che, promuovendo attività di cooperazione scientifica, ricerca interdisciplinare e sostenibilità ambientale nel pieno coinvolgimento delle comunità locali, rappresentano esempi di best practice nell’ottica dello sviluppo sostenibile e della interazione tra sistema sociale e sistema ecologico.
La candidatura dell’ente regionale è stata presentata ufficialmente a Roma al ministero dell’ambiente martedì 10 luglio. L’istituzione del governo ha deciso di appoggiare l’iniziativa: “L’Italia quest’anno ha scelto di sostenere due candidature forti, la nostra e quella dell’area che coinvolge l’intera asta del Po,” ci spiega il presidente del Parco Prealpi Giulie Andrea Beltrame. La proposta del Parco coinvolge oltre ai sei comuni inclusi nel Parco Prealpi Giulie, e quindi Resia, Resiutta, Lusevera, Moggio Udinese, Chiusaforte e Venzone, anche Taipana, Dogna, Montenars, Gemona e Artegna. “Si tratta cioè dell’intera area che, nei progetti originari, sarebbe dovuta essere inclusa nel nostro Parco, ma che si è poi di fatto ridotta a causa dell’introduzione del divieto di caccia nelle aree tutelate,” aggiunge Beltrame. “Il marchio MAB Unesco, che sarebbe un importante conferma per il lavoro svolto finora, potrebbe essere poi utilizzato in tutti i comuni dell’area per promuovere diverse iniziative ed attività. Tutto questo senza nessun tipo di vincolo, alla base di tutto c’è una specie di ‘gentlemen’s agreement’ di continuare tutti sulla strada dello sviluppo sostenibile e dell’equilibrio tra uomo e ambiente”.
“L’idea di provare ad ottenere questo riconoscimento è nata dalla nostra conoscenza dell’esperienza nella rete MAB Unesco del Parco Nazionale del Triglav (il primo in Slovenia ad esservi inserito), con cui collaboriamo proficuamente da oltre vent’anni. Non si tratta solo di buoni rapporti di vicinato, ma portiamo bensì avanti iniziative e progetti importanti congiunti. Riprova ne è anche il riconoscimento, ottenuto dal parte della Federazione europea Europarc, come “Ecoregione Transfrontaliera Alpi Giulie” e dalla Convenzione delle Alpi come regione pilota transfrontaliera per la connettività ecologica. Mentre nel 2016, abbiamo ottenuto, come prima area transfrontaliera, la Carta Europea del Turismo Sostenibile. Il nostro riconoscimento come Riserva MAB Unesco potrebbe essere quindi il primo passo anche verso una riserva transfrontaliera MAB Unesco delle Alpi Giulie,” spiega poi Beltrame. E infatti è stato anche questo uno dei motivi principali che ha portato il ministero ad appoggiare con convinzione la candidatura del Parco. “Sia la rappresentanza Unesco a Venezia, che abbiamo interpellato prima di preparare la nostra candidatura, sia il ministero dell’ambiente hanno riconosciuto la valenza della nostra proposta anche dal punto di vista ‘storico-culturale’. Il nostro riconoscimento sarebbe propedeutico per una riserva transfrontaliera in un’area che era stata a lungo divisa da un confine molto difficile, dove passava la cortina di ferro.”
Se non ci saranno intoppi, il dossier relativo alla candidatura del Parco Prealpi Giulie, verrà inviato alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unesco che provvederà poi alla sua trasmissione ufficiale ai Segretariati Unesco competenti entro fine settembre. La decisione, se riconoscere o meno il sito quale Riserva della Biosfera, verrà poi presa tra maggio e luglio dell’anno prossimo al Consiglio MAB sulla base della valutazione fornita dal Comitato Consultivo Internazionale. Nel network mondiale MAB Unesco ci sono attualmente venti riserve transfrontaliere, in totale le aree comprese sono 669, di cui 15 in Italia: Collemeluccio-Montedimezzo (Molise) e Circeo (Lazio) dal 1977, Miramare (Friuli Venezia Giulia) dal 1979, Cilento e Vallo di Diano (Campania), Somma-Vesuvio e Miglio d’Oro (Campania) dal 1997, Valle del Ticino (Lombardia/Piemonte) dal 2002, Arcipelago Toscano (Toscana) dal 2003, Selve costiere di Toscana (Toscana) dal 2004, Monviso (Piemonte) dal 2013, Sila (Calabria) dal 2014, Appennino Tosco-Emiliano (Toscana – Emilia), Alpi Ledrensi e Judicaria (Trentino-Alto Adige) e Delta del Po (Emilia Romagna – Veneto) dal 2015, Collina Po (Piemonte) dal 2016 e Tepilora, Rio Posada e Montalbo (Sardegna) dal 2017.