Lo scorso 9 maggio, durante il suo tour elettorale nelle valli del Natisone, la presidente Debora Serracchiani ha annunciato (o ribadito) il “no” della Regione alla realizzazione dell’Okroglo-Udine.  Proprio un paio di giorni dopo, lo scorso 12 maggio, la Commissione europea ha pubblicato il bando con il quale stanzia la prima tranche di finanziamenti per i progetti prioritari nel settore energetico nell’ambito del cosiddetto “meccanismo per collegare l’Europa”. Tra questi progetti, come indicato dalla stessa Commissione europea ad ottobre 2013, c’è anche l’Okroglo-Udine. daljnovod
Una decisione, quella del finanziamento, comunque attesa. Inevitabile conseguenza della qualifica del progetto come prioritario per i collegamenti energetici transnazionali. I 750 milioni sono dunque solo la prima “rata” dei circa 5 miliardi di euro complessivi allocati dall’Unione europea per finanziare le infrastrutture energetiche transeuropee nel periodo 2014-2020.
L’Okroglo-Udine da anni e a più riprese preoccupa amministratori di ogni colore, società civile e cittadini delle valli del Natisone. Secondo un accordo “nero su bianco” siglato da Terna (la partecipata italiana che gestisce il trasporto di energia elettrica nel Paese) ed Eles (la corrispettiva azienda pubblica slovena) il punto del tracciato individuato per l’attraversamento del confine fra i due Stati è passo Solarje sul monte Kolovrat (in comune di Drenchia). Con l’inevitabile prosecuzione del tracciato, con piloni esterni di 60 metri, attraverso la valle fino alla pianura friulana.
Decisione attesa quella dell’Ue, meno scontato, secondo le parole di Serracchiani, il necessario accordo di Terna con la Regione.
Allo stato attuale in ogni caso, salvo un generico riferimento all’infrastruttura nel Piano energetico sloveno, non c’è stata, almeno ufficialmente, nessuna discussione del progetto né del tracciato con le autorità pubbliche.