La proposta dei sindaci: Unione fra Valli, Prepotto, Torreano e Cividale

Con un documento congiunto, e in qualche modo atteso, i sindaci dei sette comuni delle valli del Natisone insieme ai primi cittadini dei limitrofi Prepotto e Torreano hanno elaborato una proposta unitaria per la riforma degli enti locali. Indirizzato alla presidente della regione Debora Serracchiani e all’assessore competente Paolo Panontin, il documento, in sintesi, propone due alternative per il futuro assetto istituzionale del territorio.
La prima prevede l’istituzione di un non meglio precisato “ambito amministrativo” (il disegno di legge parla di Unioni territoriali intercomunali con eventuali subambiti) che comprenda esclusivamente i comuni delle valli, compresi Prepotto e Torreano. La seconda, l’istituzione di una (anche qui non meglio precisata) Unione degli stessi comuni di cui sopra con l’aggiunta di Cividale del Friuli e Moimacco.
Nel testo si premettono sostanzialmente due ordini di motivazioni che giustificherebbero l’istituzione di una “forma specifica di autonomia” per i Comuni che hanno sottoscritto il documento. Autonomia che si presume – in assenza di qualsivoglia riferimento legislativo puntuale al testo di cui discute in questi giorni il Consiglio regionale – sarebbe da garantire in deroga al principio del numero minimo di residenti previsto per le nuove Unioni. La prima motivazione è la caratteristica di un “territorio prevalentemente montano”. “La Montagna, si legge nel testo, è completamente diversa dalla Pianura” e costituisce “una risorsa da valorizzare, in quest’ottica risulta altrettanto importante ridefinire il concetto di territorio montano, affinché le risorse ad esso assegnate siano impiegate su ambiti effettivamente montani”.tarcet1
La seconda ragione alla base della proposta degli amministratori è che il territorio in questione “si caratterizza per una popolazione con peculiarità culturali, linguistiche e storiche, che lo distinguono dai territori circostanti.”
Senza alcun riferimento alla legislazione di tutela della comunità linguistica slovena. E quindi, di fatto, senza che venga accolta l’indicazione del testo così come modificato dalla commissione consiliare regionale che pure, in relazione all’istituzione delle Unioni territoriali intercomunali, prevede (ex articolo 7 della recente formulazione) che la Giunta regionale, nel disegnare i confini delle Unioni territoriali potrà prescindere dai criteri generali del numero minimo dei residenti (fissato a 30mila per i territori montani) e della continuità territoriale dei Comuni. Questo “in particolare per i Comuni nell’ambito territoriale di cui all’articolo 4 della legge 23 febbraio 2001, n. 38 (Norme per la tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli Venezia Giulia).”
Alla missiva i sindaci hanno allegato due tabelle con i dati demografici dei diversi comuni nelle due proposte. L’“ambito amministrativo“ Valli del Natisone con Prepotto e Torreano ricomprenderebbe 8.827 cittadini. Con l’allargamento a Cividale e Moimacco si arriverebbe a 21.853 abitanti.
Sembrerebbe quindi non esserci spazio per la proposta, di cui si è pure discusso nelle settimane scorse, di trasformare sostanzialmente l’attuale Comunità montana del Torre Natisone Collio in Unione territoriale così come delineata dalla riforma regionale.
In realtà, dal comune di Drenchia, fra i primi promotori di questa ipotesi, fanno sapere di non considerare i due progetti fra di loro incompatibili. Anzi, dicono, l’istituzione di un sub-ambito all’interno di quello stesso ente, con i comuni delle Valli del Natisone, Prepotto e Torreano, sarebbe invece auspicabile.
L’Unione territoriale intercomunale, secondo gli amministratori di Drenchia, deve restare quella fra Valli del Natisone, valli del Torre e Collio.

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