Tra i dieci e i quindicimila internati soprattutto donne, bambini e anziani, la cui unica ‘colpa’ era di essere sloveni, croati o ebrei. E un tasso di mortalità dovuto a stenti e malattie (1500 le vittime accertate) pari, se non superiore, a quello dei lager nazisti. Su questo argomento il consiglio provinciale di Udine, nella seduta del 29 settembre, ha discusso e approvato un ordine del giorno.
Il documento presentato dal consigliere Fabrizio Dorbolò (Sel) chiedeva che le massime cariche dello Stato italiano riconoscano “la responsabilità italiana nella barbarie fascista compiuta a Rab (Arbe in Italiano)”. L’isola, oggi in Croazia, che dal luglio del 1942 gli italiani trasformarono in campo di concentramento. L’Ordine del giorno è stato approvato con i voti del Partito democratico, del consigliere Sel e di Federico Simeoni (Front Furlan). La maggioranza (Pdl, Lega e La destra – Fratelli d’Italia) ha invece optato per l’astensione. Ultimo punto di un consiglio dedicato in larga parte agli assestamenti di bilancio, la discussione su Rab si è aperta con la presentazione del testo di Dorbolò che, tra l’altro, riprende la lettera scritta sullo stesso tema e con le stesse richieste dall’Anpi Valli del Natisone al Presidente della Repubblica. Ricordando le vicende storiche e l’assimilazione brutale perpetrata durante la guerra dall’Italia fascista sul confine orientale (“una pagina di storia troppo a lungo taciuta e ignorata dalle istituzioni italiane” le sue parole) Dorbolò si è richiamato al necessario riconoscimento anche delle proprie responsabilità storiche nell’ottica della costruzione di una casa comune europea basata su valori condivisi e di pace fra i popoli. Principi fra i quali, ha aggiunto il consigliere di Sel, c’è anche il riconoscimento delle minoranze linguistiche slovena, tedesca e friulana anche nei territori della provincia di Udine. In sede di presentazione Dorbolò ha anche ‘anticipato’ la discussione sul tema delle foibe, ricordando come sia corretto (“e la Provincia in passato l’ha fatto”) ricordare quei crimini perpetrati dal regime Jugoslavo senza però tacere quelli precedenti delle truppe italiane durante l’occupazione nei Balcani di cui Rab è solo un esempio.
Parole di apprezzamento, dai banchi della maggioranza sono quindi giunte da Eros Cisilino, Lega Nord, poi assentatosi al momento della votazione sul testo. “Ha fatto bene il consigliere a ricordare in questo contesto anche le foibe – ha detto Cisilino – anche se non dobbiamo correre il rischio di considerare questi crimini in una logica di vendetta legittima. In ogni caso è giusto ricordare in questa sede anche le vittime civili di Rab che, tra l’altro, nulla potevano avere a che fare con la resistenza partigiana e che morirono a causa della violenza ideologica fascista di Stato che in quelle zone tentò di operare una vera e propria pulizia etnica. Episodi che sfatano il mito degli ‘italiani brava gente’ visto che furono perpetrati anche da militari comuni”. provinc
Il capogruppo Pdl Renato Carlantoni ha invece motivato la scelta dell’astensione dicendo che “ogni eccidio compiuto da qualsiasi parte va certamente condannato, non vedo però grandi aperture in questo senso da parte di Slovenia e Croazia se ancora oggi non hanno riconosciuto ad esempio l’eccidio dei carabinieri a Malga Bala, nel tarvisiano, uccisi dai partigiani jugoslavi.”