Le giornate del 28 e 29 luglio hannno segnato un nuovo punto sullo scontro tra Comune di San Pietro e Provincia di Udine circa la gestione della Casa dello Studente nel capoluogo valligiano. Punto che, alla luce della due giorni di assemblee consiliari (il 28 sera quella di San Pietro al Natisone, nella mattinata seguente la seduta del consiglio provinciale) è andato a favore dell’amministrazione guidata dal sindaco Mariano Zufferli.pokrajina
Il consiglio provinciale ha infatti sospeso l’iter procedurale con cui avrebbe rinunciato definitivamente alla gestione del “college”, accogliendo di fatto la proposta del consigliere provinciale di opposizione (Sel) Fabrizio Dorbolò. La scelta, ha spiegato l’assessore all’Istruzione Beppino Govetto, è stata dettata proprio dall’ordine del giorno approvato all’unanimità poche ore prima dal consiglio del Comune valligiano. Documento, questo, citato dallo stesso Dorbolò (che ricopre anche la carica di capogruppo di opposizione nel consiglio di San Pietro) in apertura della discussione sul tema. “Con questo ordine del giorno – ha spiegato Dorbolò – il Comune ha di fatto dato un parere negativo sull’immediata cessazione della convenzione con la Provincia per la gestione della struttura. Che a questo punto, vista anche una certa ambiguità tenuta dal rettore del Paolo Diacono (l’istituto che ha in uso una parte della struttura per ospitare gli studenti convittori delle scuole superiori che amministra ndr), sarebbe una decisione unilaterale e quindi dall’esito incerto. Nell’ordine del giorno sostanzialmente – ha proseguito Dorbolò – si propone di istituire in tempi brevi un tavolo istituzionale, con rappresentanti dei Comuni delle valli del Natisone, della Provincia, della Regione e con i dirigenti scolastici degli Istituti che operano nel comprensorio per stabilire il destino della casa dello Studente.”
“È chiaro – ha replicato Govetto – che alla luce di questa presa di posizione rinviamo la discussione anche se avrei preferito che il Comune o i Comuni delle valli del Natisone proponessero già oggi, in alternativa, un progetto concreto su come utilizzare questa struttura e non pretendere che la Provincia facesse solamente da custode coprendone i costi di gestione.”
Decisione che ha soddisfatto – almeno in attesa dei prossimi sviluppi – anche il sindaco Zufferli, che ha assistito alla discussione a Palazzo Belgrado. “Il merito – ha tenuto a precisare il sindaco di San Pietro – va anche al consigliere Dorbolò”. L’ordine del giorno approvato la sera prima dal consiglio comunale infatti, è stato il risultato di un’intensa (e pacifica) discussione fra Sindaco, Giunta e i due gruppi di maggioranza e opposizione. Nel documento finale si è motivata la richiesta di una – almeno parziale – retromarcia della Provincia, sulla base di alcune precise considerazioni. La prima è che Oldino Cernoia, rettore del Paolo Diacono, non ha mai formalmente rinunciato ad utilizzare la struttura. Tanto più che fra 400 giorni dovrebbero essere completati i lavori di ristrutturazione della sede storica della bilingue – attualmente ospitata nella Casa dello studente – liberando spazi per i convittori delle superiori. Nel documento infine, si legge che la firma del precedente sindaco Manzini che, il 24 dicembre, aveva sottoscritto l’accordo con la Provincia secondo cui dal 1. luglio di quest’anno la convenzione tra i due enti sarebbe cessata, non era stata sottoposta al consiglio e non può pertanto essere considerata vincolante.