Le potenzialità che offre il paesaggio, l’aumento della domanda per il “turismo lento” e le opportunità legate alla collaborazione transfrontaliera con la Slovenia. Ma anche la drammatica situazione demografica, la carenza di infrastrutture che possano favorire gli investimenti, le difficoltà dell’azione amministrativa in assenza di un ente intermedio adeguato alle necessità del territorio.
Sono alcuni dei temi emersi durante l’incontro “La nuova scommessa della montagna ai margini” dello scorso 26 gennaio nella sala polifunzionale di San Pietro al Natisone. L’evento, organizzato dal gruppo consiliare Progetto Fvg/Autonomia responsabile, è stato fortemente voluto dal consigliere regionale di AR, e già sindaco di San Leonardo, Giuseppe Sibau. Assieme a lui si sono confrontati gli assessori regionali Sergio Emidio Bini (Attività produttive), Stefano Zannier (Montagna), Fabio Scoccimarro (Ambiente) e Sebastiano Callari (Funzione pubblica), il presidente del consiglio regionale Piero Mauro Zanin, la segretaria regionale di AR Giulia Manzan, il presidente del gruppo consiliare Progetto Fvg/AR Mauro di Bert e il già senatore e ora segretario di Progetto FVG, Ferruccio Saro. A moderare l’incontro è stata Annalisa Anastasi.
Dopo i saluti di Claudia Cantoni, vicesindaco di San Pietro (che ha evidenziato l’importanza dei plessi scolastici che operano sul territorio, due dei quali, la Paolo Petricig bilingue e la Dante Alighieri, sprovvisti del dirigente per i servizi generali amministrativi), è stato Sibau ad introdurre nel merito gli argomenti dei lavori del convegno.
Sottolineando come la Cortina di ferro abbia in passato condizionato lo sviluppo delle vallate, oggi però, ha affermato, “la Slovenia è un alleato e insieme a loro dobbiamo pensare al progresso e allo sviluppo del territorio”.
Un territorio sofferente quello delle valli del Natisone, secondo il consigliere regionale: “Si estende su una superficie di 200 km quadrati, in cui vivono poco più di 5500 abitanti per una densità di 26 persone a km quadrato”. Desta ancora più preoccupazione, secondo Sibau, il fatto che solo mille persone risiedano nelle frazioni montane, di cui i 2/3 hanno più di 65 anni. “Se non riusciamo ad intervenire, fra 20 anni resisteranno solo San Pietro e San Leonardo nel fondovalle”.
Una situazione che, nei dati riferiti da Sibau, si riflette anche nell’economia: con un settore primario “ridotto ai minimi termini” con 80 addetti, quello turistico con 150 e con i 180 lavoratori della zona industriale di San Pietro. Il pregio dell’ambiente delle valli andrebbe quindi valorizzato risolvendo il problema della frammentazione fondiaria, con gli investimenti della progettazione europea e transfrontaliera, con la defiscalizzazione, in particolare per quanti intendano investire nella zona industriale e per le attività commerciali. Necessaria, infine, l’istituzione di un “sub-ambito” per i comuni delle vallate che abbia una propria autonomia.

L’articolo completo nell’edizione cartacea del Novi Matajur del 30 gennaio