“La Regione promuove le associazioni fondiarie quale strumento per il miglioramento dei fondi e per la ricostituzione di unità di coltivazione produttive ed economicamente sostenibili in grado di favorire l’occupazione, la costituzione ed il consolidamento di nuove imprese agricole e forestali”.
Il nuovo articolo 86 bis della legge regionale 9/2007, approvato in Consiglio lo scorso 30 giugno, recepisce e disciplina l’esperienza avviata nel comune di Stregna il 9 maggio 2015. Quando, dopo una serie di iniziative di promozione di questo tipo di strumenti, prese vita l’Associazione fondiaria Valle dell’Erbezzo, la prima in Friuli Venezia Giulia. L’emendamento alla legge regionale, promosso dall’assessore alle risorse agricole e forestali Cristiano Shaurli, consentirà ora di facilitare l’avvio di nuove esperienze di questo tipo. “Le associazioni fondiarie – ha affermato infatti Shaurli a margine della seduta – sono una possibilità in più che viene riconosciuta ora dalla Regione a chi meritoriamente si occupa della cura del territorio, specie se montano. Il caso pilota dell’associazione fondiaria di Stregna è stato lo stimolo per l’importante intervento normativo regionale”.
Lo strumento dell’associazione fondiaria nasce proprio dalla necessità di ovviare ad uno dei problemi strutturali che, negli anni, hanno fortemente limitato le possibilità di investimento nel settore primario in montagna, quello dell’estrema polverizzazione e frammentazione dei fondi agricoli fra decine di proprietari diversi. Sul modello di quanto realizzato con successo prima in Francia e in anni recenti in Piemonte (grazie all’iniziativa di Andrea Cavallero già docente all’università di Torino) l’associazione fondiaria mette a disposizione di potenziali investitori tutti i terreni degli associati che, nel contempo, non perdono il diritto di proprietà sui fondi.
Ora, grazie alla legge approvata dal consiglio regionale, tutte le associazioni fondiarie potranno beneficiare di alcuni finanziamenti: pari al cento per cento dell’importo per le spese burocratiche dell’associazione e fino all’80 per cento dei costi sostenuti per la redazione dei piani di gestione.
Il sindaco di Stregna Luca Postregna si dice particolarmente soddisfatto per la nuova normativa che, afferma, “è il frutto di un’intensa collaborazione tra l’assessore regionale Shaurli, la direzione regionale competente, l’amministrazione comunale e l’Asfo Valle dell’Erbezzo”. L’auspicio per Postregna è che ora “la Regione tenga conto di questo strumento anche nelle varie misure del prossimo Piano di Sviluppo rurale e più in generale, nei diversi programmi di investimento che riguardano l’agricoltura, in particolar modo quella montana”.
Ancor prima che la regione approvasse la nuova normativa l’associazione fondiaria Valle dell’Erbezzo aveva suscitato l’interesse di diversi territori. Da Tramonti di Sopra, per cui si è mosso in prima persona il sindaco Giacomo Urban che ha incontrato i rappresentanti dell’associazione, a Budoia, San Vito al Tagliamento e oltre i confini della regione fino a Valdastico.
Oggi, a riporva dell’efficacia dello strumento, si stanno realizzando alcuni interventi di recupero dei terreni incolti che fanno parte dell’Asfo Valle dell’Erbezzo (finanziati con la legge regionale 10/2010) mentre si sono palesate diverse proposte di investitori interessati a sfuttare i fondi disponibili per il pascolo.