La Slovenia ancora senza una maggioranza parlamentare

Anche dopo il secondo giro di consultazioni del presidente sloveno Borut Pahor con i capigruppo parlamentari, 39 giorni dopo le elezioni una maggioranza di governo ancora non c’è. Šarec, che sta tentando con la propria Lista di formare una coalizione di centro con SD, DeSUS, SAB, SMC e NSi, ha mandato ai potenziali partner una bozza di programma che sarebbe la sintesi delle trattative delle scorse settimane. La prima bozza non ha soddisfatto del tutto i potenziali partner. Le maggiori critiche sono arrivate da NSi che, senza le modifiche ed i miglioramenti che considera essenziali, potrebbe rifiutare di firmare l’accordo e far tramontare la possibilità di un governo di centro. Le trattative intanto sono riprese ieri, 11 luglio.

Nel frattempo Pahor ha annunciato l’intenzione di indicare come mandatario il vincitore relativo delle elezioni Janez Janša – lo riceverà oggi, 12 luglio, alle 14 -, che però senza la garanzia di poter ottenere la fiducia, ha già detto che non accetterà l’incarico. In quel caso Pahor, come ha anticipato al presidente del parlamento sloveno Matej Tonin,  aspetterebbe fino al 23 luglio, quando scadrà il termine dei 30 giorni per indicare il candidato premier nel primo turno, per facilitare il compito a chi sta provando a formare la maggioranza. Al secondo turno – 14 giorni di tempo – il candidato può essere proposto o dal presidente della Repubblica o dai gruppi parlamentari o da almeno dieci parlamentari. C’è poi ancora un eventuale terzo turno per la nomina e l’elezione del premier, se tutti e tre andranno a vuoto si andrà alle elezioni anticipate.

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