Cinque incontri per fare rilanciare l’autogoverno del Friuli, a partire dall’esperienza delle comunità locali, individuando linee operative strategiche per il futuro coerenti con i bisogni e i diritti dei cittadini e con le caratteristiche specifiche del territorio. Si può descrivere con queste parole il “Laboratori di Autonomie” promosso dai sindaci di una dozzina di Comuni del Friuli – Carlino, Flaibano, Fiumicello, Lestizza, Mereto di Tomba, Muzzana del Turgnano, Precenicco, Rive D’Arcano, Sedegliano, Torviscosa, Tramonti di Sotto e Vito D’Asio – con la collaborazione delle associazioni “La Grame” e “Glesie Furlane”, dei media più attenti a questi temi, come Onde Furlane e La Patrie dal Friûl, e del modulo Jean Monnet dell’università di Udine MuMuCEI.
Il programma è stato inaugurato il 16 ottobre a Carlino e prosegue, in forma itinerante, sino al 20 novembre. Ogni incontro è dedicato ad un tema specifico – dall’amministrazione alle questioni legate alla dimensione linguistica e culturale, dalla comunicazione all’economia, e alla politica – sul quale si confrontano persone che se ne occupano in prima persona, mettendo in comune i diversi punti di vista e creando un dibattito costruttivo con il pubblico. L’esito auspicato è creare una base da cui intraprendere azioni concrete per invertire la tendenza in atto che, in Italia e in Friuli, allontana sempre più dai cittadini e dai territori le decisioni che li riguardano.
Emblematico, in tal senso, il primo appuntamento, dedicato alle amministrazioni locali, tra esperienze pregresse, problemi ed aspettative riguardanti in particolare la riforma degli enti locali che la Regione si accinge a realizzare. Dal Friuli orientale – l’ex sindaco di Medea, Alberto Bergamin – a quello occidentale, con Stefano Zannier, ex assessore provinciale a Pordenone, e dalla Bassa al Medio Friuli, con i primi cittadini di Muzzana del Turgnano e Mereto di Tomba, Cristian Sedran e Massimo Moretuzzo, pur nella diversità di approcci, è emersa la comune convinzione che la riforma non possa basarsi solo sui numeri, ma debba tener conto soprattutto della partecipazione democratica e su tali basi produrre una struttura amministrativa in grado di garantire cittadinanza e sviluppo economico e sociale del territorio, vere precondizioni per un’effettiva razionalizzazione dei costi. Un contributo in tal senso, da quella parte di Friuli amministrativamente in Veneto, l’ha portato anche il sindaco di Cinto Caomaggiore, Gianluca Falcomer.rive
Giovedì scorso, a Flaibano, il “Laboratori di Autonomie” ha affrontato il legame tra autogoverno, cultura e diritti linguistici. Ne hanno parlato Romano Michelotti di Glesie Furlane, Paolo Cantarutti di Informazione Friulana, Franco Fabbro e Marco Stolfo dell’Università di Udine che hanno ribadito l’importanza della dimensione linguistica non solo sul piano culturale e dei diritti ma anche come risorsa a tutto tondo, dalla coesione sociale alla crescita socioeconomica. Il 30 ottobre a Rive d’Arcano si parla invece di comunicazione in friulano, in sloveno e in italiano, con Andrea Valcic (Patrie dal Friûl), Mauro Missana (Onde Furlane), Antonio Banchig (Novi Matajur), Fulvio Romanin (Ensoul) e Roberto Pensa (La Vita Cattolica). Ultimi due appuntamenti il 13 e il 20 novembre, a Fiumicello e Mereto di Tomba, per parlare di autonomia in economia e in politica. Info: www.facebook.com/pages/Laboratori-di-Autonomie/1509633949277094.