“L’associazione fondiaria di Stregna un modello per tutta la Regione”

160406-piano_p“Durante i diversi incontri in tutta la regione sul Piano Paesaggistico cito spesso l’esempio di Stregna. L’istituzione dell’associazione fondiaria che avete fatto qui è un’operazione di un’intelligenza straordinaria: ha spostato il problema dalla proprietà fondiaria a quello, reale, dell’effettivo utilizzo dei terreni. È lo spirito del Piano paesaggistico: individuare i veri problemi del territorio e, grazie alla partecipazione, trovare gli strumenti più adatti per risolverli”. Così, lo scorso 29 marzo a Tribil Superiore (Stregna), l’assessore regionale Maria Grazia Santoro durante l’incontro conclusivo dei ‘tavoli di lavoro’. I ‘tavoli’, coordinati dai facilitatori Susanna Loszach e Valentino Floreancig, hanno raccolto un importante archivio di informazioni, coinvolgendo la cittadinanza, sul paesaggio dei comuni di Stregna, San Leonardo, Prepotto, Drenchia, Savogna e Grimacco, proprio in vista della stesura del Piano paesaggistico regionale. Durante la conferenza le relazioni dell’architetto Paola Cigalotto (supervisore del processo partecipativo) e della stessa Loszach hanno illustrato tutte le informazioni raccolte nelle scorse settimane, individuando pregi, problematiche e possibili soluzioni delle stesse per il paesaggio oggetto dello studio. Loszach, in particolare, ha elencato criticità e pregi come emersi dal confronto nei tavoli. Le criticità riguardano soprattutto l’abbandono, dei prati ma anche del patrimonio edilizio. I pregi, invece, i punti panoramici e il patrimonio naturalistico, delle colture, della sentieristica e quello archeologico e architettonico. In base a questi risultati sono stati individuati punti di forza (qualità dell’ambiente e tessuto sociale ancora salubre) e di debolezza (spopolamento e isolamento). Cigalotto poi, in base ai risulati del processo partecipativo, ha elaborato (e quindi illustrato al pubblico) alcuni possibili scenari per il futuro del territorio: un recupero estensivo completo – evidentemente molto difficile da realizzare –, un recupero selettivo ad uso turistico di alcuni percorsi, l’investimento sulla comunità non solo nel settore turistico ma anche agricolo e, infine, la realizzazione di una sorta di “orto botanico” per la tutela della biodiversità in cui integrare anche un turismo specializzato e alcune coltivazioni specifiche. È stato poi il sindaco Luca Postregna a ripercorrere le fasi della nascita dell’associazione fondiaria “Valle dell’Erbezzo” che ad oggi raccoglie 46 soci proprietari di 173 particelle su circa 22 ettari di terreno. Grazie alla legge regionale 10/2010 sul recupero dei terreni incolti – ha detto Postregna – l’Asfo ha avviato il ripristino dei prati intorno alla frazione di Oblizza e al capoluogo. Fra le priorità per una migliore capacità di azione dell’associazione in futuro, Postregna ha quindi sollecitato l’assessore regionale Santoro (che ha raccolto l’indicazione) a migliorare il regolamento (“davvero contradditorio a volte”) della stessa legge 10.

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