Un governo Lega-Movimento cinque stelle, col Pd all’opposizione. È la lettura che fa Cristiano Shaurli, assessore regionale alle politiche agricole e forestali, in questa intervista al nostro settimanale dell’attuale momento politico, all’indomani della sconfitta del Pd alle recenti elezioni che hanno rinnovato il Parlamento.

Non possiamo iniziare senza chiederle un giudizio sulle recenti elezioni politiche che in Friuli Venezia Giulia in particolare, hanno visto una forte affermazione del centrodestra e soprattutto della Lega. Quali sono stati gli errori del Pd in questi cinque anni di governo?

Ci si dimentica che non è stato un governo di centrosinistra, ma una faticosa e quotidiana ricerca di una maggioranza per le riforme che servivano ad un paese che usciva da una delle crisi più devastanti degli ultimi 100 anni. Ci sono state scelte importanti ed attese da anni sul tema dei diritti individuali, ma probabilmente non siamo riusciti a capire il malessere di larghi strati della popolazione e a disegnare e proporre una visione del futuro. I messaggi della Lega, che nel suo mutamento genetico è diventata la destra italiana, sono stati più efficaci soprattutto se legati alle paure ed alla percezione di insicurezza.

Qual è la sua opinione sulla possibile formazione del nuovo Governo del Paese? Che ruolo dovrebbe avere il Pd in questa legislatura?

Sono uomo delle Istituzioni sempre, non solo quando si vince, e resto convinto che le esigenze del Paese devono venire sempre prima delle esigenze di partito. Proprio per questo, un Paese ha bisogno di un governo che si fondi su proposte condivise o almeno simili. In tal senso credo che un governo Lega e Movimento 5 stelle sarebbe la più logica espressione sia del voto che dei programmi elettorali. Senza nessun snobismo culturale ritengo sbagliata e a vantaggio di chi ha già di più la flat tax, ritengo impossibile il rimpatrio di 600.000 immigrati e credo che per il reddito di cittadinanza servano tagli importanti in altri settori, cosa che potrà avere ricadute sociali e culturali non banali. Quindi non vedo possibilità di accordi né con il centrodestra né con il Movimento 5 stelle e penso che il Pd debba recitare il ruolo di opposizione a cui lo hanno consegnato i cittadini, controllando giorno per giorno il mantenimento degli impegni programmatici di chi ha vinto. E magari evitando noi gli insulti ed il dileggio cui siamo stati sottoposti. Nel frattempo, dopo la giusta analisi autocritica, dovremmo ricostruire un fronte progressista capace di interpretare le sfide e le esigenze dell’Europa del futuro.