Leggi di tutela in cerca di effettiva attuazione, standard europei ancora troppo distanti e rinnovate prospettive di sviluppo per la garanzia dei diritti linguistici e per un’educazione plurilingue valida ed efficace. Lo scorso 16 ottobre il Friuli ha fatto sentire la sua voce a Roma presentando in Parlamento rivendicazioni, istanze e proposte, coerenti con la Costituzione italiana e lo Statuto regionale e con i bisogni concreti delle sue comunità di lingua friulana, slovena e tedesca.
L’incontro, promosso dal Comitât/Odbor/Komitaat/Comitato 482, ha avuto luogo in Senato e ha registrato la partecipazione di esponenti di associazioni e altre entità espressione del Friuli e delle sue comunità di lingua friulana, slovena e tedesca – Silvana Schiavi Fachin, Luigia Negro e Velia Plozner, il presidente del Comitato per l’autonomia e il rilancio del Friuli, Paolo Fontanelli e il direttore del settimanale ‘La Vita Cattolica’, Roberto Pensa – e di rappresentanti istituzionali, come il presidente della Commissione paritetica Stato-Regione Ivano Strizzolo, il presidente dell’ARLeF (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane) Lorenzo Fabbro, la delegata del rettore dell’Università di Udine per la valorizzazione della lingua friulana Alessandra Burelli, e il direttore del CIRF (Centro interdipartimentale di ricerca sulla lingua e la cultura del Friuli) dell’Ateneo friulano Paolo Pascolo, ai quali si è aggregato anche il presidente del ConFeMiLi (Comitatto federativo minoranze linguistiche), Domenico Morelli. minoranze
Principale interlocutore il senatore Francesco Palermo, primo firmatario di un nuovo disegno di legge di ratifica della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, con il quale si è parlato anche della Legge 482/1999, che in tanti punti – dalla scuola agli usi pubblici delle lingue sino al servizio pubblico radiotelevisivo – è ancora priva di applicazione e delle prospettive contraddittorie su tutela e diritti linguistici legate alle nuove ipotesi di riforma del Titolo V della Costituzione e quindi alle competenze primarie e delegate delle Regioni in questo campo.
Presente all’incontro anche la presidente della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, Debora Serracchiani: un importante segnale di attenzione nei confronti di quella che è una tematica essenziale per le comunità territoriali del Friuli e di Trieste e per l’entità amministrativa che le rappresenta.
Tra gli argomenti affrontati, è emersa in particolare l’urgenza di «giungere a soluzioni che diano attuazione allo Statuto della Regione e alle leggi di tutela nel campo dell’istruzione, anche nel quadro dell’annunciata riforma della scuola». Sull’argomento è stata anche sollecitata la convocazione di un Tavolo con Regione e Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (MIUR).
In merito alla ratifica della Carta europea è stato invece sottolineato che è importante che l’Italia chiuda questa “pratica”, ma soprattutto che la chiuda bene, con l’assunzione di impegni che non siano di livello inferiore a quanto già previsto dalle leggi statali 482/1999 e 38/2001.