Lo statuto del commissario bocciato in tutte le valli del Natisone

tableLa proposta di Statuto dell’Unione intercomunale del Natisone che si sta discutendo nei 17 consigli comunali che, al netto delle pendenze al Tribunale amministrativo, dovrebbero comporre il nuovo ente pare non piacere a nessun municipio delle valli del Natisone.

Il commisario ad acta Anna Moro, nominata dalla Regione per redigere la carta fondamentale dopo la mancata approvazione della stessa nell’assemblea dei sindaci, ha presentato il documento lo scorso 22 settembre. Come da previsioni il testo riproduce esattamente la bozza preparata (e poi bocciata) dai sindaci. Neppure il commissario dunque (sebbene la Regione sia stata sollecitata prima della nomina in tal senso), ha inserito gli emendamenti proposti dalle amministrazioni di Stregna e Savogna, redatti di concerto con il comune di Drenchia, che contenevano disposizioni specifiche sulle minoranze linguistiche slovena e friulana e miravano a caratterizzare la montanità del subambito delle valli del Natisone.

Di qui quindi il mancato consenso al testo anche da quei Comuni che (seppur con visibili distinguo, vedasi la proposta di un Unione “più omogenea” con le valli del Torre) avevano sin qui sostenuto il processo di riforma. Sullo statuto proposto dal commissario, ad esempio, si è già espresso il consiglio comunale di Savogna, riunitosi lo scorso 30 settembre. La scelta della maggioranza guidata dal sindaco Germano Cendou è stata quella di approvare un testo “emendato” con le stesse modifiche proposte all’assemblea dei sindaci. Il che, evidentemente, equivale ad una mancata approvazione. “È stata, se vogliamo, una forzatura – spiega Cendou – ma l’intento è stato quello di dare un chiaro segnale in questo senso alla Regione”.

Scontata la bocciatura netta del testo nel consiglio comunale di Grimacco – uno dei comuni che hanno promosso il ricorso al Tar-  avvenuta lo stesso 30 settembre. Contro la carta hanno votato 9 consiglieri su 11 (compresi quelli della maggioranza del sindaco Eliana Fabello). Emblematico però anche il voto di astensione di una delle due opposizioni (i consiglieri Roberto Ruttar e Adriano Stulin).

I restanti comuni avranno tempo fino al prossimo 22 ottobre per discutere la carta, ma tutto lascia intendere che nessun consiglio si esprimerà a favore della stessa. Né a Stregna, per via del mancato inserimento degli emendamenti sul subambito, né nei restanti comuni (Pulfero, San Pietro al Natisone, San Leonardo e Drenchia) in cui le giunte hanno promosso i due ricorsi al Tar.
Con ogni probabilità, insomma, lo statuto proposto non raccoglierà il consenso di nessun consigliere che sieda all’opposizione o in maggiornaza nei comuni delle valli del Natisone.

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