Savogna“Unione territoriale intercomunale sulla base dell’attuale Comunità montana del Torre, Natisone e Collio? Posso condividere il principio della proposta, ma sarei molto preoccupato per l’erogazione dei servizi. Temo che un’‘unione fra poveri’ non sia in grado di gestire al meglio le tante competenze che la legge assegna ai nuovi enti.”
Si esprime così Mariano Zufferli, sindaco di San Pietro al Natisone, a proposito della riforma degli enti locali e, in particolare, sul documento già sottoscritto dai colleghi Luca Postregna (Stregna), Germano Cendou (Savogna) e Mario Zufferli (Drenchia).
Il testo in cui, appunto, i tre sindaci valligiani propongono alla Regione – prossima a stabilire i confini delle nuove Unioni territoriali – di istituire l’ente fra le municipalità che oggi fanno parte della Comunità montana del Torre, Natisone e Collio.
Questo anche in deroga al principio del limite minimo di abitanti (fissato a 30mila per i territori montani) visto che la stessa legge regionale di riordino apre a questa possibilità là dove vige la legge 38/2001 sulla tutela della minoranza linguistica slovena.
Lo sforzo di elaborazione dei tre sindaci, però, non ha suscitato un grande interesse da parte degli altri amministratori interessati – ad eccezione di Lusevera e Taipana -, né delle valli del Natisone né nella valle del Torre. Posto che i comuni della pedemontana della val Torre – Attimis, Faedis e Nimis – hanno già espresso la loro preferenza per un’unione che ricomprenda tutto il territorio del Tarcentino, per le valli del Natisone un’altra proposta è arrivata dal sindaco di Cividale Stefano Balloch. In questo caso la richiesta per la Regione è che si istituisca un’Unione che, con alcune (in qualche caso sensibili) differenze, ricalchi l’ambito distrettuale sanitario del cividalese. In particolare, secondo Balloch, oltre ai sette comuni delle valli del Natisone più Torreano, Prepotto e Cividale, nell’ente dovrebbero entrare anche Buttrio, Corno di Rosazzo, Manzano, Moimacco, Pavia di Udine, Pradamano, Premariacco, Remanzacco, San Giovanni al Natisone, Santa Maria la Longa, Torreano e Trivignano Udinese. Per una popolazione complessiva superiore a 65mila abitanti.
Il documento, ad oggi, è stato già sottoscritto dai sindaci di Buttrio, Corno, Pavia di Udine, Remanzacco e Moimacco. Ma anche da quelli di Prepotto e Torreano che quindi, in questo modo, si sono sfilati dalla prima proposta avanzata da tutti i sindaci delle valli del Natisone (ma precedente all’approvazione della legge regionale) che prevedeva l’istituzione di un “ambito” limitato a valli del Natisone, Cividale, Moimacco e – appunto – Torreano e Prepotto.
Messo davanti all’ipotesi – a questo punto decisamente improbabile – che la Regione “costringa” i sindaci a scegliere una delle due opzioni (quella di Cividale e quella sul modello della Comunità montana) Mariano Zufferli si dice incerto. “Sinceramente non saprei quale sia preferibile, la svolta istituzionale è importante e in questo caso dovrei confrontarmi con la mia maggioranza in Consiglio comunale. In ogni caso oltre alle più che legittime questioni di principio, la mia priorità è considerare la funzionalità dell’ente che verrà istituito”.