“Confermo la mia perplessità e contrarietà al progetto di riforma della Regione. Con un’unione territoriale da Drenchia a Manzano si mettono assieme realtà che non hanno nulla a che fare tra loro. Se ci sarà la possibilità di fare ricorso, lo farò.”
Il sindaco di Drenchia Mario Zufferli, non è una novità, boccia la riforma Panontin ma non dà ancora per scontata la conclusione definitiva della vicenda anche se, ammette, le divisioni all’interno delle stesse amministrazioni comunali delle Valli del Natisone non aiutano.obrankeione

Quest’Unione territoriale così ampia dunque non la soddisfa?
“Oltre al fatto che si uniscono realtà molto diverse tra loro, considerata l’entità territoriale di cui si parla, come sindaci verremmo esautorati da ogni potere. Sono contrario a questa riforma e se necessario sarò tra quelli che presenteranno ricorso, questa Unione, così come è impostata, non funzionerà.”
Assieme a Savogna e Stregna avevate proposto un’Unione della fascia confinaria, ma nelle stesse Valli del Natisone non avete avuto proseliti. Come mai?
“Una questione è che probabilmente non si conosce abbastanza bene la legge regionale di riordino degli enti locali, e inoltre continua a pesare questa tara della cultura, della lingua. È uno steccato che va superato.”
Il suo omonimo, sindaco di San Pietro al Natisone, ha definito quella che avevate proposto “un”Unione tra poveri”.
“L’Unione tra poveri sarà adesso, almeno per noi, perché andremo a sottostare ai ricchi. Il caposaldo dell’Unione diventerà Cividale, e, per altro, si parla anche di un allargamento ad altri Comuni friulani. Il problema l’ho evidenziato anche qualche giorno fa ad una riunione dell’Anci, che ha bocciato la riforma.”
Cosa può succedere ora?
“Anche se sarà difficile, auspico che in questi 60 giorni di tempo, che ormai sono anche meno, ci possa essere un ripensamento. Il problema è anche la mancanza di intenti con le Valli del Torre, sarebbe stato più facile supportare un ente che sarebbe andato da Tarcento al Collio. Se non siamo uniti la Regione va per la sua strada, questo mi sembra palese. Anche realizzando un subambito, i sindaci avrebbero solo una funzione di presenza sul territorio ma verrebbero privati di capacità economica ed operativa. Forse alcuni sindaci delle Valli del Natisone hanno anche paura di non essere in grado di amministrare, di portare avanti da soli, ad esempio, i progetti transfrontalieri… Ma noi avevano qui una Comunità montana che funzionava, che qualcosa aveva realizzato.”
Ha parlato di capacità economiche. La Regione prospetta per le zone montane interventi per ben 114 milioni di euro, ma le Valli del Natisone e del Torre non rientrerebbero nel territorio interessato.
“Già, come mai? Dicono che la nostra zona non ha i parametri previsti per quel tipo di intervento, ma si potrebbe venire incontro alle nostre esigenze con delle norme particolari o delle deroghe. Sono contrariato.”
Insomma, Valli sempre più ai margini?
“Sì, e mi dispiace. Come Comune di Drenchia avevamo proposto di attivato lo strumento del GECT (Gruppo europeo di cooperazione territoriale, ndr), assieme alle Valli del Torre, al Collio, allo Zgornje Posočje, per realizzare assieme progetti transfrontalieri. Non se ne è fatto nulla. Siamo carenti non perché non c’è voglia di fare, ma perché ci mancano gli strumenti finanziari per operare.”