Minority SafePack: raggiunto l’obiettivo del milione delle firme a sostegno della diversità in Europa

L’iniziativa dei cittadini europei “Minority SafePack – Un milione di firme per la diversità in Europa”, con cui si chiede all’UE di adottare un insieme di atti giuridici per migliorare la protezione delle persone appartenenti a minoranze nazionali e linguistiche e per rafforzare la diversità culturale e linguistica in seno all’Unione, ha avuto successo. A pochi giorni dalla scadenza del termine per la raccolta firme (3 aprile 2018) è stato infatti raggiunto – attualmente il dato non è ancora ufficiale, si tratta di una stima di FUEN che devo ancora terminare le dovute procedure di verifica – il milione di firme necessario.

Avviata da un comitato di cittadini europei e sostenuta dal Fuen (Federazione delle Nazionalità della UE) già nel 2013, l’iniziativa era stata bocciata dalla Commissione europea che ha ritenuto che la competenza sulle questioni delle minoranze linguistiche sia dei singoli stati. La Corte di Giustizia dell’UE però ha dato ragione ai proponenti e così è partita, la scorsa primavera, la raccolta firme. Per il successo dell’iniziativa erano richieste un milione di firme dei cittadini europei ed il raggiungimento di un quorum predefinito in almeno sette stati membri, condizione già soddisfatta – e in alcuni casi ampiamente – in dieci Paesi UE: Ungheria, Romania, Bulgaria, Slovacchia, Lettonia, Lituania, Croazia, Danimarca, Spagna e Slovenia (la soglia era di 6 mila firme, a sei giorni dal termine ne risultano oltre 6.200). Anche Italia, Austria e Polonia sono ormai prossimi al superamento della soglia prevista (per l’Italia è di 54.750 firme, e siamo arrivati ad oltre 46.100).

Nell’Unione Europea dove spesso si sottolineano quali principi base la libertà, l’uguaglianza e lo stato di diritto, non si può prescindere dai diritti delle comunità minoritarie, che rappresentano circa un sesto della popolazione dell’UE (gli appartenenti alle minoranze linguistiche o nazionali sono circa 50 milioni). Finora però gli unici atti concreti in materia, sono stati i criteri di Copenaghen, con cui sono stati definiti i parametri per l’adesione all’UE dei nuovi stati membri. È chiara quindi la necessità di intervenire a favore della diversità in Europa tramite atti legislativi in materia di lingue regionali e minoritarie, d’istruzione e di cultura, di politica regionale, di partecipazione, d’uguaglianza, di contenuti audio-visivi e di altri contenuti mediatici, nonché di sostegno regionale (statale).

Anche se l’obiettivo è stato raggiunto, la raccolta firme a sostegno dell’iniziativa prosegue. Per firmare online, entro il termine del 3 aprile, basta collegarsi alla pagina dedicata a “Minority SafePack” (clicca QUI).

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