Abbiamo rimarcato spesso, nelle scorse settimane, come il taglio dei parlamentari, votato fino alla terza lettura dalla ex maggioranza giallo-verde, mettesse a serio rischio la rappresentanza della minoranza slovena in Parlamento. Nella versione definitiva del programma del nuovo governo Conte, sostenuto da una maggioranza composta da M5S, PD e LeU, il taglio dei Parlamentari è confermato. Di più: al punto 10 dei 29 di cui è composto il programma si legge che “È necessario inserire, nel primo calendario utile della Camera dei deputati, la riduzione del numero dei parlamentari.” La novità, rispetto alle intenzioni del precedente esecutivo, è che la riduzione (riporta sempre il punto 10) sarà accompagnata da “un percorso per incrementare le opportune garanzie costituzionali e di rappresentanza democratica, assicurando il pluralismo politico e territoriale. In particolare, occorre avviare un percorso di riforma, quanto più possibile condiviso in sede parlamentare, del sistema elettorale”.
Considerazioni che aprono una qualche speranza anche per la questione della rappresentanza della minoranza linguistica. Soprattutto se lette alla luce del punto 20 dello stesso programma di Governo, quello in cui si affronta il tema delle riforme delle autonomie regionali. Il paragrafo infatti si chiude enunciando che “Occorre, infine, garantire il rispetto delle autonomie a statuto speciale e la tutela delle minoranze linguistiche”.