Piano paesaggistico regionale, il ruolo attivo dei cittadini

HRASTOVIJETutti i cittadini della Regione possono partecipare alla stesura del Piano paesaggistico regionale che sta preparando l’attuale amministrazione. Le due modalità di intervento, i tavoli di incontro e l’archivio partecipato online, sono stati illustrati da Elena Maiulini e Nadia Carestiato del gruppo di lavoro dell’Università di Udine che coordina il progetto, lo scorso 14 dicembre nella sala consiliare di San Leonardo. Come hanno ricordato i sindaci Luca Postregna di Stregna e Antonio Comugnaro  di San Leonardo introducendo la serata, i due comuni insieme a Drenchia, Grimacco, Prepotto e Savogna, hanno sottoscritto un accordo di programma con la Regione, finalizzato proprio a raccogliere le informazioni sui punti di interesse o, all’opposto, le situazioni di degrado del territorio.
È già iniziato infatti il lavoro dei due facilitatori (Valentino Floreancig e Susanna Loszach, presenti alla serata) che coordineranno il gruppo di lavoro. Per individuare valori e disvalori del paesaggio, così come definito dalle norme europee e dello Stato – ha spiegato Maiulini – non è sufficiente l’approccio del professionista; di qui la scelta di individuare alcuni attori qualificati che nei tavoli di lavoro, segnaleranno i tratti distintivi del territorio. Pensando a come si vorrebbe che fosse il paesaggio, coerentemente con le peculiarità delle comunità locali, in un prossimo futuro.
L’altra modalità di partecipazione, anche questa già operativa, è l’archivio partecipato online. Come ha illustrato Carestiato, collegandosi al sito http://partecipazionepprfvg.uniud.it/ ciascun cittadino avrà la possibilità di segnalare punti di interesse o disvalori del territorio in cui vive o lavora. Il sito funziona in modo semplice e intuitivo: sarà sufficiente scegliere su una delle mappe a disposizione il punto, il percorso o l’area che si intende segnalare. In seguito sarà sufficiente compilare una breve scheda che, in particolare, chiederà di indicare il valore “paesaggistico” (con un punteggio che va da 1, altamente degradato, a 6, massimo valore) del luogo indicato. Le segnalazioni non sono da intendersi in chiave esclusivamente naturalistica, ma anche storico-culturale: basti pensare alla “ricchezza” delle centinaia di toponimi caratteristici delle valli del Natisone. Complessivamente, la fase partecipativa del piano paesaggistico si concluderà ad aprile 2016.
“La banca dati che verrà realizzata – ha sottolineato Postregna – fornirà informazioni fondamentali anche per le amministrazioni in sede di pianificazione urbanistica”.
“Il nostro obiettivo – ha concluso Comugnaro – deve essere quello di lasciare ai posteri la ricchezza che a noi hanno lasciato in eredità i nostri avi. Se non manteniamo il nostro paesaggio non sarà neppure possibile sviluppare il settore turistico”.

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