makotaUna nuova pista che da Tarpezzo si congiunge con l’interpoderale che dal Klančič porta a Makota, e permette il passaggio di camion su un percorso spesso usato da camminatori, podisti e ciclisti di mountain-bike. Ed un tratto di bosco, dove l’interpoderale si dirige verso Vernassino, in cui il terreno alberato è stato di fatto ‘sventrato’ da una nuova strada allo scopo di eseguire dei sondaggi per la possibile apertura di una nuova cava.
È quanto sta accadendo nel territorio comunale di S. Pietro al Natisone, suscitando da almeno un paio di mesi domande e richieste di spiegazioni da alcuni cittadini, dapprima incuriositi e poi preoccupati. Siamo andati in Comune a chiedere lumi al sindaco Mariano Zufferli, molto disponibile ad offrirli. Risultato: ci sono tutte le autorizzazioni per eseguire quei lavori, sia per la realizzazione della pista forestale sia per i sondaggi. Il terreno interessato però appartiene alla fascia di ambito boschivo, quindi non potrebbe essere utilizzato per una cava di pietre.
La sensazione, e forse la consapevolezza, è che in questa vicenda il Comune abbia le mani legate. Lo stesso sindaco Zufferli ad un certo punto allarga le braccia: “E allora noi cosa ci stiamo a fare?”
Ma cosa sta succedendo a Makota? Esistevano due richieste di autorizzazione, una per una pista forestale richiesta da imprenditori boschivi, alla quale ha dato il via libera il Comune, l’altra – fatta dalla ditta La Carbonaria pietra di Torreano – per eseguire una serie di sondaggi su un terreno boschivo che la stessa ditta aveva evidentemente acquistato da privati al fine di appurare la possibilità dell’apertura di una nuova cava.
Su questa seconda richiesta, fa sapere Zufferli, la Regione aveva cercato di ‘scaricare’ l’autorizzazione sul Comune, che aveva respinto questa scelta. Poi la Regione ha dato il via libera, risolvendo per altro un piccolo contenzioso con la ditta di Torreano, ed i lavori sono iniziati.
Nasce il problema, che sottoponiamo al sindaco: l’area interessata appartiene, nel Piano regolatore comunale, all’ambito E2, che è boschivo. Come si può pensare di realizzare su quel terreno una cava? Lo spiega il tecnico comunale Gianfranco Terranova: “La Regione può obbligare il Comune a fare una variante urbanistica.” Ecco, appunto: “E allora noi cosa ci stiamo a fare?”. Lo stesso Zufferli però sottolinea che nel Piano ambientale idrogeologico la zona è considerata a rischio, ci sono stati in passato degli smottamenti, questo potrebbe bloccare il progetto.
Progetto che di fatto al momento non esiste, in attesa dell’esito delle rilevazioni da parte della ditta. Ma intanto sul Makota si lavora, per altro senza alcuna indicazione sulla ditta committente, progettista, inizio e conclusioni lavori.
Un altro aspetto è quello del passaggio dei camion che trasportano massi sulla pista interpoderale. Passaggio che – lo ha rilevato un cittadino di S. Pietro andando assieme al vigile comunale a fotografare alcuni tratti del percorso – sta già cominciando a far cedere piccoli tratti del terreno.
Anche qui la competenza non è però comunale ma della Regione attraverso l’ispettorato forestale.