Programma di governo del Comune di Stregna incentrato sui temi della campagna elettorale: sostegno alle famiglie, soprattuttto per quelle con figli in età scolastica, tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale e promozione di uno sviluppo sostenibile, impegno perché la tutela della minoranza slovena non pregiduchi i rapporti tra le diverse sensibilità dei cittadini. Si è presentato così il nuovo sindaco Luca Postregna durante il suo insediamento al Consiglio comunale di Stregna lo scorso 7 gennaio. Fresco di nomina, a seguito della sentenza del Tar che ha corretto l’esito delle elezioni del 25 maggio, Postregna, dopo il giuramento sulla Costituzione, ha poi espresso il proprio rammarico per il rifiuto di due consiglieri di opposizione, Davide Beuzer e Alice Clinaz, di entrare a far parte della sua Giunta.postregnaL
Ma che tra i banchi della minoranza non tirasse aria di collaborazione con il nuovo corso dell’amministrazione, lo si era già chiaramente capito al momento della votazione per la convalida degli eletti in Consiglio. Quando, sebbene i consiglieri fossero chiamati a pronunciarsi essenzialmente sull’assenza o meno di cause di ineleggibilità dei consiglieri (maggiore età, assenza di condanne penali, requisiti di cittadinanza…) i quattro dell’opposizione hanno espresso voto contrario. A motivar la scelta è stato l’ex sindaco Mauro Veneto: “Non accettiamo la sentenza del Tar – le sue parole – che anzi consideriamo non democratica”. Concetto questo ribadito a più riprese durante la discussione in consiglio (“rappresentiamo il cinquanta virgola per cento degli elettori”) e che, allora, aveva fatto presagire un possibile ricorso da parte dell’opposizione al Consiglio di Stato. Sensazione che ha poi trovato conferma nel successivo annuncio dello stesso Veneto ripreso dal quotidiano locale, in cui, appunto, riferiva di aver già depositato il ricorso contro la sentenza del Tar.
Quanto alla mancata entrata in giunta di uno fra Beuzer e Clinaz, lo stesso Beuzer ha spiegato di non aver aderito per due diverse ragioni. Innanzitutto per coerenza con il mandato conferitogli dagli elettori che, scegliendo la lista Veneto, hanno votato per un programma diverso da quello proposto dall’attuale sindaco. In secondo luogo perché Postregna ha subordinato l’ingresso in Giunta “a un impegno di obbedienza – le parole di Beuzer – dicendo che non avrebbe accettato voti contari, ma al massimo l’astensione, dimostrando così una scarsa attitudine alla democrazia”.
Postregna ha replicato che è prerogativa del sindaco scegliere i propri collaboratori per l’esecutivo  e che, per le funzioni delegate agli assessori, è necessario un rapporto di fiducia che non pregiudichi l’azione amministrativa. Pertanto, secondo Postregna, “si è abusato a sproposito del termine democrazia: pur rispettando l’opinione dei consiglieri di opposizione, è assolutamente scorretto definire non democratica la sentenza di un giudice”.