Postregna si ricandida: “Abbiamo unito la comunità, così proseguiremo”

Luca Postregna, 35 anni, si ripresenta come candidato sindaco alla guida della lista ‘Stregna migliore’. Un solo voto di preferenza aveva designato cinque anni fa, come sindaco, Mauro Veneto, poi il ricorso al Tar aveva fatto arrivare i due contendenti in parità, decretando come primo cittadino Postregna, il candidato più giovane, decisione poi confermata dal Consiglio di Stato. Con alle spalle una seppur breve esperienza nell’associazione ambientalista ‘Free Planine’, Postregna si è messo in evidenza nel suo mandato per i progetti, portati avanti anche con altri Comuni delle Valli del Natisone, sui temi del turismo lento e sostenibile e della Grande Guerra, sul recupero dei terreni incolti e sul rapporto con le associazioni del territorio, in particolare con il Circolo Potok di Oblizza, bell’esempio di aggregazione in un paese di montagna.

Sindaco, il tempo si è fermato a cinque anni fa, a Stregna? Siete gli stessi due candidati a contendervi la carica, è anche lo stesso clima?
“Sicuramente ci sono delle differenze. I rapporti che ho avuto la possibilità di costruire da quando amministro questo Comune, con persone del luogo o che provengono da fuori del nostro territorio, mi danno la possibilità di avere un punto di vista diverso, più consapevole, rispetto a cinque anni fa. Le motivazioni, certo, sono le stesse.”

Pensando a questa legislatura, durata in realtà meno di cinque anni, mi dice due cose che rappresentano per lei un fiore all’occhiello e due che invece considera due aspetti negativi, qualcosa che non è riuscito a realizzare?
“Parto dalla cosa che ritengo più positiva: aver unito le persone, facendo superare le divisioni esistenti nella nostra comunità, attraverso le tante iniziative realizzate, che vanno dall’associazione fondiaria all’attività motoria a Tribil Superiore, fino al sostegno all’associazionismo e a eventi come il Burnjak, che per tre volte ha battuto il record di partecipazione. Un secondo aspetto positivo riguarda la qualità della progettazione in campo turistico e culturale, incentrata su Stregna ma con riflessi anche in altri Comuni delle Valli del Natisone.”

E qualcosa che non ha funzionato?
“Cinque anni fa come maggioranza abbiamo aperto le porte alla minoranza consiliare, proponendo addirittura una partecipazione nella giunta, ma non c’è stato l’avvicinamento che auspicavamo rispetto a iniziative lodevoli, che con il loro sostegno sarebbero state anche migliori. Un altro aspetto negativo riguarda le Unioni territoriali.”

C’era pronta la domanda. Il Comune di Stregna è entrato da subito a far parte dell’Uti del Natisone.
“Non posso dire sia un nostro cavallo di battaglia, ma abbiamo sempre pensato che fosse, nonostante la nostra proposta iniziale di una riduzione degli ambiti territoriali, un modo per dare servizi migliori ai cittadini. Al di là di quanto deciso poco fa dal Comune di Grimacco (ha scelto di recedere dalla gestione associata in Uti delle funzioni di attività produttive, ndr) tutte le altre amministrazioni stanno reputando che conviene restare nell’Unione.”

Cosa ne pensa della riforma degli enti locali di questa giunta regionale, invece?
“Devo dire che mi sono ricreduto sugli enti di secondo grado, non più a elezione diretta, per portare a casa risultati sono positivi perché obbligano i partecipanti a confrontarsi. Da ogni tentativo di riforma penso si debba cercare di tirare fuori il massimo vantaggio.”

Come sono stati, con lei sindaco, i rapporti con gli altri Comuni delle Valli del Natisone, e anche con quelli dell’Alto Isonzo, in Slovenia?
“L’argomento Uti ha sicuramente creato momenti di freddezza, ma d’altra parte come Comune abbiamo avviato vari progetti di partenrariato, coinvolgendo San Leonardo, Savogna, Grimacco e Prepotto. Tutto sommato dei rapporti positivi, soprattutto con San Leonardo. Per l’Alto Isonzo ci siamo rapportati, per la progettualità transfrontaliera, in particolare con il Comune di Tolmino e la Fundacija Poti miru v Posočju. Ottime anche le collaborazioni con Promoturismo e con la Pro loco Nediške doline.”

Una situazione che parrebbe positiva e con uno sguardo al futuro, non ci fosse, anche per Stregna, il problema dello spopolamento.
“Tutto sommato abbiamo dimostrato, in questi ultimi anni, di avere una comunità molto dinamica, c’è comunque un giro di compravendite e di richiesta di case in affitto. La gente si sposta, ovviamente, dove c’è lavoro. Ma non so quante amministrazioni possano dire, come quella di Stregna, di aver lavorato, e bene, per creare delle opportunità economiche sul proprio territorio.”

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