150304-DSC05571“So per certo che da più di due anni da Cividale segnalano alla direzione di Udine carenza di personale nel servizio d’emergenza. Per questo rimango perplesso di fronte alle dichiarazioni rese in commissione anche dall’assessore Telesca secondo cui, in sostanza, ciò che è avvenuto sabato sera a Pontecco sarebbe il risultato di una serie di circostanze eccezionali.” Commenta così, a margine dell’audizione in terza commissione, il consigliere regionale di Sel Stefano Pustetto, da sempre in prima linea nella difesa dell’Ospedale di Cividale, al punto da aver votato contro la maggioranza, di cui pure fa parte, in occasione della riforma sanitaria della Regione.

“Di sicuro – dice però a proposito Pustetto – la riforma dell’assetto sanitario della Regione in questo caso non c’entra, visto che non è ancora in fase attuativa. Semmai – precisa – l’accaduto dovrebbe sollevare alcuni dubbi circa l’effettiva opportunità della prevista chiusura del Pronto soccorso di Cividale. Oppure sulla constatazione che potrebbe capitare spesso allora che ci sia in zona una sola ambulanza pronta ad intervenire, visto che l’altra sarà impegnata a trasportare i pazienti dal cividalese e dalle valli al nosocomio di Udine”.

Se gli chiediamo invece dell’attuale carenza di defibrillatori (anche se almeno uno dovrebbe essere in dotazione, per legge, al campo sportivo di San Pietro) anche qui Pustetto si dice perplesso: “Personalmente, anche se la riforma prevede una distribuzione sul territorio di questo strumento, resto contrario alla chiusura della struttura del Pronto soccorso. La rianimazione andrebbe comunque eseguita da personale qualificato e che ha già esperienza in questo tipo di interventi.”

Infine Pustetto ribadisce di non essere d’accordo “sulla ricostruzione secondo cui l’evento sarebbe stato eccezionale e, pertanto, non prevedibile. Le assenze del personale, per altro, erano dovute a cause per le quali si sarebbe dovuto pensare a una sostituzione tempestiva”. “Fino ad oggi – conclude il consigliere di Sel – giorno in cui ho sentito le dichiarazioni in commissione, ho preferito non parlare con la stampa onde evitare strumentalizzazioni. Ciò che mi preme al momento infatti è evitare che una cosa del genere possa ripetersi in futuro. Come si fa nei reparti ospedalieri seri nel caso qualcosa vada storto, è necessario ora sedersi attorno a un tavolo e trovare le soluzioni per migliorare, non gettare la croce addosso a qualcuno.”