È stato uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale del Movimento cinque stelle per le elezioni del 4 marzo 2018, quando poi, lo stesso Movimento è stato il partito più votato. Ora, dopo la travagliata formazione del Governo con la Lega e l’estenuante trattativa con la Commissione europea per la determinazione del rapporto deficit/pil nella legge di bilancio, il reddito di cittadinanza dovrebbe presto diventare realtà. Il Consiglio dei ministri nella riunione di ieri, 17 gennaio 2019, ha infatti discusso e approvato la legge istitutiva.
Di seguito i punti salienti del nuovo strumento che di fatto non si discostano dalle bozze circolate nelle prime settimane del 2019.

I potenziali beneficiari
In generale, potranno accedere al sussidio i nuclei familiari i cui ISEE non superino i 9.360 euro e un valore del patrimonio immobiliare, che non sia una casa, non superiore a 30mila euro e mobiliare non superiore a 6mila.
Saranno considerati però, solo i cittadini italiani o dei paesi membri dell’Unione europea, oppure gli extracomunitari che però risiedano in Italia da almeno dieci anni. E su quest’ultimo punto si aprirebbe un problema di costituzionalità riferito all’articolo 3.
L’importo del sussidio inoltre varierà in base alle caratteristiche del richiedente: il massimo per un single nullatenente (e senza casa di proprietà) è di 780 euro, a scalare se si percepiscono redditi da altre attività. Andranno certamente sottratti 280 euro nel caso si possieda un’abitazione. L’importo verrà invece aumentato in base ai componenti del nucleo familiare, fino a 1330 euro (comprensivi dei 280 euro di sostegno per l’affitto della casa) per un nucleo di 5 persone. Restano esculsi dal reddito quanti si sono licenziati negli ultimi 12 mesi.
Si stima che la platea di beneficiari sia di poco meno di 5 milioni di persone.

Modalità di richiesta e di erogazione
Il reddito di cittadinanza potrà essere richiesto con modalità telematiche su un sito che sarà pronto a febbraio, oppure ai Caf abilitati o alle Poste. La valutazione sul complesso sistema dei requisiti economici dovrebbe spettare all’Inps, ai Comuni invece la valutazione sulla residenza e cittadinanza del richiedente.
I sussidi invece saranno erogati attraverso una Postepay che consentirà un prelievo massimo di contanti di 100 euro mensili per individuo.

Obblighi dei percettori e durata del reddito
Al Centro per l’impiego o in un’agenzia privata, il potenziale beneficiario dovrà sottoscrivere un “patto di lavoro”.
Qui possono entrare in gioco anche le imprese. Quelle che assumeranno un beneficiario avranno uno sgravio fiscale pari alle restanti mensilità di reddito di cittadinanza che spetterebbero al neo-assunto o comunque non meno di 5 mensilità.
Il reddito di cittadinanza avrà una durata di 18 mesi durante i quali i percettori non potranno rifiutare tre offerte di lavoro, pena la perdita del sussidio: la prima nel raggio di cento km dalla residenza, la seconda nel raggio di 250, la terza su tutto il territorio dello Stato.
Dopo 18 mesi, si verificherà il persistere delle condizioni e quindi il reddito di cittadinanza potrà essere prorogato di ulteriori 18 mesi. Qualora invece il percettore si trovi in particolari condizioni di disagio sociale e non sia occupabile, dovrebbe sottoscrivere un “patto di inclusione sociale”, con specifici percorsi di formazione.
Dagli obblighi sono esonerati i nuclei familiari con componenti che hanno meno di 3 anni o con disabilità gravi.

Il nodo dei Centri per l’impiego
Uno dei principali problemi del reddito di cittadinanza è il sottodimensionamento dei Centri per l’impiego. Solo parzialmente alleviato dalla possibile partecipazione al procedimento delle agenzie private. ‏Ad oggi, i Centri per l’impiego in Italia hanno 8mila dipendenti in 552 centri. Il confronto con gli altri paesi europei (dove pure esistono forme di sostegno al reddito) è impressionante: gli addetti allo stesso servizio in Francia sono 54mila, in Germania 110mila. Un divario che non potrà essere colmato con le circa 4500 assunzioni previste dalle bozze per il reddito di cittadinanza.