“Credo sia finito il tempo dei provvedimenti che non portano ad alcun cambiamento sostanziale. Quello, per intenderci, degli aiuti de minimis che arrivano dall’Unione europea. È il momento di costruire modelli di sviluppo specifici per tutta la regione, a maggior ragione per le aree che, loro malgrado, sono oggi maggiormente svantaggiate, da sostituire al “non-modello” portato avanti fino ad adesso.
È quindi necessario puntare su green economy ed economia circolare. In questo contesto, la Slavia friulana, che è un territorio incontaminato, potrebbe diventare sicuramente un laboratorio ed un traino per tutta la regione. Serve però che la politica regionale ci creda veramente e non continui a lasciare indietro chi è già più debole come ha fatto finora. Un settore su cui si potrebbe intervenire in modo puntuale sin da subito è, per questa zona, il turismo. Non quello di massa che, come modello, non funziona più nemmeno a livello globale. Penso invece ad un turismo composto di tante piccole nicchie: enogastronomico, religioso, spirituale. Un mix di questo tipo di domande potrebbe portare benefici notevoli e in breve tempo anche in termini di creazione di posti di lavoro.”